Il Tirreno

Pisa

l'arena dei miracoli

"Io in curva, tra tifo e ricordi: quei cinque minuti di apnea e poi il dominio"

di PAOLO ANDREOTTI
La curva del Pisa (foto: Muzzi)
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La curva del Pisa (foto: Muzzi)

Paolo Andreotti, storica bandiera nerazzurra, ha giocato a lungo anche nella Spal. È l’interlocutore più interessante per illustrare le chiavi tattiche e le emozioni di questa giornata speciale

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Paolo Andreotti, storica bandiera nerazzurra, ha giocato a lungo anche nella Spal. È l’interlocutore più interessante per illustrare le chiavi tattiche e le emozioni di questa giornata speciale. Gli abbiamo chiesto di raccontare per noi una partita davvero diversa dalle altre.

di PAOLO ANDREOTTI

Per me era una giornata particolare. Ho giocato per cinque anni con la maglia nerazzurra e tre con quella biancoceleste: è, semplicemente, buona parte della mia carriera sportiva. Che emozioni, ragazzi. È stata la gara migliore disputata in questa stagione dal Pisa. Ero in curva: vedevo e non vedevo... ma ho notato molti scambi, trame di gioco ed azioni che altre volte non si erano viste o, quantomeno, in misura minore.

Nei giorni passati avevo detto: lasciate lavorare in pace Rino Gattuso. E infatti lui ha lavorato bene. Dopo l'infortunio del gol spallino, - lo chiamo “infortunio” perché hanno segnato con mezzo tiro in porta - il Pisa ha reagito benissimo e nella ripresa ha ridicolizzato la capolista che è stata capace di fare soltanto lanci lunghi e nient'altro senza impensierire la difesa pisana. In pratica, la Spal nei secondi quarantacinque minuti non ha fatto un tiro nello specchio della porta a dimostrazione di come era stata veramente preparata al meglio la gara.

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Ma questa è tattica... In realtà c’era un lato “passionale” e conta di più. I miei cinque anni a Pisa. I miei tre anni a Ferrara. Totale otto. Li ho sentiti dentro, mentre guardavo la partita. Sicuramente, “a casa” ho avuto più successi come calciatore, ma anche in Emilia sono stato benissimo. Ho conosciuto persone squisite, eccezionali, su entrambi i fronti che mi hanno apprezzato. A Pisa, è chiaro, ho molti amici; ma anche a Ferrara ne ho trovati. A veder salire le scalette dell'Arena Garibaldi - stadio Romeo Anconetani - dalle maglie nerazzurre e da quelle biancocelesti ho provato un'emozione incredibile. È durata quattro-cinque minuti. Poi, per fortuna, tutto è rientrato nella norma. E vedere il “mio” stadio pieno è stato veramente bellissimo.

Purtroppo, penso che questo successo del Pisa servirà a poco: rimontare cinque punti in cinque gare è obiettivamente un’impresa. Ma la squadra deve continuare a crederci. Ha l'obbligo morale di farlo, deve cercare di vincerle tutte e lottare fino a ogni chance concessa dalla matematica. Insomma, ho una ricetta geniale: vincere, vincere, e ancora vincere.

Certo, è un’amarezza guardare la classifica e pensare che la Spal contro la seconda e la terza, ossia il Pisa e la Maceratese, in quattro gare ha fatto zero punti; eppure eccola ancora lassù, a cinque lunghezze sui nerazzurri e otto sui marchigiani. Significa che la Spal ha, sì, perso in casa e fuori con le rivali più vicine; ma non si è mai distratta con le cosiddette “squadrette”. Le sconfitte con Pisa e Maceratese, al momento attuale, sono le uniche subite dalla squadra di Semplici. È questo il demerito più grosso dei nerazzurri e dei biancorossi. Non aver saputo recuperare quando ce n’era l'opportunità visto che il massimo vantaggio degli estensi è stato di otto punti. Sono stati lasciati per strada punti preziosissimi che, invece, la Spal non ha fatto.

Peccato. E oggi magari esulteremmo per qualcosa di più importante di una vittoria sulla capolista. In queste ultime giornate, come detto, può succedere di tutto. Ma se dovessero essere playoff saranno la solita maledetta estrazione al lotto...

Purt. roppo, ricordo molto bene quello che mi è accaduto a Pisa nella stagione 1999-2000. Avevamo chiuso secondi, ad un solo punto dal Siena, con ben sedici lunghezze sulla quinta: il Brescello. Ebbene, gli emiliani, dopo aver sofferto in casa pareggiando in rimonta, vinsero a Pisa al novantesimo con un gol di Max Vieri. In finale andarono loro anche se poi persero con il Cittadella.

Morale: i playoff può vincerli chiunque, anche perché vengono giocati dalle migliori squadre con organici attrezzati. In lizza ci sono i più bravi. E non possiamo pensare che sia un giochetto facile. Il Pisa deve farsi trovare pronto: a una clamorosa rimonta o a un eccezionale percorso nei playoff.

(testo raccolto da Fabrizio Del Pivo)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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