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Pisa

Quella volta che all’Arena palleggiai con Zico

Quella volta che all’Arena palleggiai con Zico

PISA. È combattuto. Deve decidere se andare allo stadio o trascorrere qualche ora in famiglia. L’attore Paolo Conticini, quando non ha impegni di lavoro che lo tengono lontano dalla sua Pisa, se può...

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PISA. È combattuto. Deve decidere se andare allo stadio o trascorrere qualche ora in famiglia. L’attore Paolo Conticini, quando non ha impegni di lavoro che lo tengono lontano dalla sua Pisa, se può va all’Arena a vedere i nerazzurri. «Deciderò all’ultimo istante – racconta – ma comunque seguirò la partita lo stesso. Magari da casa, in tv. Così resto vicino ai miei». Ha da poco finito di girare per i teatri dell’Italia del Sud, con “Vacanze Romane”. «Ma anche quand’ero a teatro – dice con un pizzico di orgoglio – ho sempre seguito le sorti dei nerazzurri. Ho un informatore qui in città. Un tifoso che mi racconta tutto».

Conticini ha un passato da calciatore. Proprio con il Pisa. «A 16 anni – ricorda – giocavo nelle giovanili. Erano gli anni della serie A. Di campioni come Kieft e Berggreen. Ma, soprattutto, di Romeo Anconetani. Un uomo capace, con un solo giocatore di classe, di mettere in piedi un’intera squadra. Gente che poi ha fatto la storia del calcio».

Di quel periodo conserva due ricordi. «Mentre facevo il calciatore nelle giovanili – racconta Conticini – la domenica, per le gare di serie A venivo impiegato come raccattapalle. Ricordo che una volta, stava piovendo. Io mi ero riparato dietro un cartellone pubblicitario, proprio sotto la Curva Nord. Ed ero tutto coperto dentro la mia tuta, col cappuccio, per non prendere acqua. Il pallone uscì dal campo. Ma io non me n’ero proprio accorto. Però sentivo un gran frastuono arrivare dalla curva dei tifosi del Pisa alle mie spalle. Mi girai, per capire cosa stesse succedendo, e vidi che mi stavano tutti mandando a quel... paese. Poi un mio compagno, poco distante mi fece capire che avrei dovuto recuperare il pallone. Era proprio al mio fianco. In quel momento il Pisa stava perdendo, non si poteva sprecare tempo. I tifosi inveivano per questo».

Conticini ricorda anche un altro episodio. Molto piacevole. «Era il pre-partita di Pisa-Udinese. Io ero a bordo campo, sempre per fare il raccattapalle. Dalla parte opposta del terreno di gioco c’era Zico, l’asso brasiliano. Lo guardavo. Era un campione che ammiravo. A un certo punto vedo che fa un gesto, col braccio, nei miei confronti: mi dice di avvicinarmi. Incredulo, lo faccio, con un po’ di timore. Mi aveva chiamato perché voleva palleggiare un po’, per riscaldarsi. Fu una grande emozione...».

Erano tempi in cui il Pisa giocava nella massima serie. «E all’Arena Garibaldi arrivavano le grandi squadre, i campioni», commenta Conticini.

E del Pisa di oggi, quello targato Gattuso, cosa conosce l’attore di tanti film e fiction televisive? «Devo confessarlo – dice con sincerità – lo conosco poco. Sono sempre stato in giro per lavoro in questi ultimi mesi e non ho potuto seguire con attenzione il campionato del Pisa. Però so che la squadra ha avuto dei momenti di grande calcio e poi dei periodi più bassi. Un rendimento alterno. Forse alcuni degli acquisti che sono stati fatti non hanno reso come i dirigenti che li hanno voluti in nerazzurro s’aspettavano. Però, credo che con un po’ di fortuna e con la giusta tenuta fisica, possiamo sperare di giocarci nel modo migliore i playoff».

Molto dipende da quel che la squadra di Gattuso riuscirà a fare oggi con la capolista Spal. «Ma questa partita – conclude Paolo Conticini – non serve per avvicinarsi alla vetta. Deve essere giocata con un altro spirito: tenere a distanza la terza classificata, la Maceratese. I campionati non si vincono con gli scontri diretti, ma battendo le... squadrette. Certo, importante è fare risultato». (e.ch.)

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