Il Tirreno

Pisa

Baldoni getta la spugna torna in pista Barsotti

di Daniele Benvenuti

Vecchiano: dovrebbe essere l’ex leader della lista civica “Tradizione e futuro” a catalizzare il sostegno degli anti-Angori. L’alternativa è Fabrizio Grossi

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VECCHIANO. Questa potrebbe essere la settimana decisiva per la definizione delle strategie della lista pronta a sfidare Massimiliano Angori. Molte le riunioni svolte per trovare una sintesi tra le diverse anime che dovrebbero comporre la lista, cercando il più possibile di mantenere la sua ispirazione trasversale in contrapposizione al centrosinistra. Domani è previsto un nuovo e forse decisivo incontro, soprattutto sulla questione del candidato. Questione che non dovrebbe più riguardare Luca Baldoni. L'ex assessore socialista dell'ultima giunta Pardini, infatti, sembra aver rinunciato o meglio aver deciso di non intraprendere questo percorso. Decisione che rimescola le carte e riporta in ballo, innanzitutto, Laura Barsotti. La leader e candidata sindaco nel 2011 di “Tradizione e futuro” sarebbe pronta a correre ancora, anche se alla guida di una lista diversa da quella da lei fondata. Sul suo nome, però, non tutte le componenti che stanno lavorando a questa coalizione sembrano essere d'accordo. Ecco che quindi potrebbe entrare in lizza anche Fabrizio Grossi, già assessore provinciale per il Pri e coordinatore provinciale del vecchio Pdl, che alle ultime elezioni sostenne l'esperienza di “Tradizione e futuro”. Ma alla fine potrebbe esserci anche un'altra candidatura a sorpresa, magari individuata in una persona che fino ad ora non ha mai fatto politica direttamente. Di sicuro la scelta del candidato sarà fondamentale per tenere unite quelle forze che, fino ad ora, hanno portato avanti il progetto: dal Psi a Forza Italia, da “Tradizione e futuro” a Fratelli d'Italia. Con i socialisti molto attivi in questi giorni nel “punzecchiare” il sindaco Giancarlo Lunardi. È infatti la segreteria comunale, con Ione Orsini e Vincenzo Carni, ad attaccare ancora il primo cittadino. «Il sindaco uscente e non più candidato dal suo partito, che gli ha preferito un “grigio” assessore corresponsabile del degrado della città perché in giunta da dieci anni, è sicuramente un galantuomo, amministratore e politico di razza sulla breccia ininterrottamente da almeno trenta anni. Ma i fatti hanno la testa dura e le omissioni sul caso Ikea ne sono una delle dimostrazioni più lampanti. La sindacatura uscente di là da un'ordinaria amministrazione non ha saputo fare. La situazione è negli occhi di tutti – concludono i socialisti –. Il fatto che a Lunardi il suo partito gli ha negato il secondo mandato è lì a testimoniare che o Lunardi non era più disponibile ad ubbidire o il giudizio sulla sua giunta è stato, proprio dalla sua parte, negativo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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