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«Serve una presenza vera della polizia municipale»
PISA. «Il problema di mancanza di sicurezza è tra i più sentiti del quartiere. Negli ultimi anni è drammaticamente esploso, soprattutto dopo la chiusura della caserma di Riglione, con la protesta...
PISA. «Il problema di mancanza di sicurezza è tra i più sentiti del quartiere. Negli ultimi anni è drammaticamente esploso, soprattutto dopo la chiusura della caserma di Riglione, con la protesta delle lenzuola, e di fronte al grande disagio per la chiusura del passaggio a livello per lavori». A parlare sono gli esponenti di Sel Marion Artei (consigliera Ctp 3), Simonetta Ghezzani (capogruppo in consiglio comunale), Carlo Scaramuzzino (membro coordinamento cittadino).
Ghezzani: «Avevamo presentato una mozione in Comune che chiedeva la riapertura della caserma, ma purtroppo la giunta e la maggioranza non hanno condiviso la nostra proposta». Artei aggiunge: «Se veramente non è possibile riaprire la caserma dei carabinieri, si renda almeno effettiva la presenza nel quartiere della polizia municipale (sempre più utilizzata per servizi fuori quartiere) e si garantisca comunque un certo controllo anche attraverso un presidio mobile». Ma il fronte della sicurezza, secondo i rappresentanti di Sel, si combatte anche attraverso la socialità, «perché il quartiere di Putignano è diventato sempre più un dormitorio, privo della minima vita sociale, fatta eccezione per l’azione del circolo Arci».
Artei fa un esempio: «Dopo lo sgombero della famiglia Rom di via Immaginetta era stato richiesto che su quel terreno vi venisse fatta un’area attrezzata per cani, lavoro per cui non servirebbero molti investimenti, ma ad oggi il luogo è ancora in stato di abbandono e l’abbandono non fa altro che aumentare il degrado».
Questione sottopasso. Ghezzani: «Per l’avvio dei lavori è necessario prima completare tre cose: inserire in bilancio i fondi necessari (oltre due milioni che non sono iscritti nel bilancio 2016), il rinnovo della convenzione con Fs, il procedimento per dare valenza urbanistica alla nuova proposta progettuale (in assenza del quale non è possibile procedere ad alcun esproprio)».
«C’è anche una questione che viene sottaciuta ed i cui effetti li abbiamo potuti misurare in questi giorni di chiusura completa del passaggio a livello per lavori - dice Scaramuzzino -: al posto dell’attuale passaggio a livello verrà eretto un muro; verrebbe così di fatto interrotta la continuità pedonale della principale strada del quartiere. Il nuovo tracciato pedonale, che affianca il percorso carrabile, avrebbe una lunghezza di oltre un chilometro (di cui buona parte in mezzo ai campi) per rientrare dalla via di Putignano alla piazza XXV Aprile, alla chiesa, alle poste, alla fermata del pullman, al circolo».
Per questo Sel chiede alla giunta: «Fs non deve chiudere il passaggio a livello in via definitiva se prima non sono completati i lavori del nuovo sottopasso. Via di Putignano non può essere chiusa con un muro: esistono soluzioni non molto costose per risolvere il problema dell’attraversamento pedonale: ascensori, scale mobili. L’amministrazione comunale deve mettere mano ad un piano stralcio del traffico di Putignano».
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