Il presidio
Potrebbe chiedere un giudizio veloce solo sulla base degli atti raccolti
PISA. È una mossa capace di prendere in contropiede Procura, Gup e parti civili. Mai dichiarata, forse perché prematura, di sicuro nel mazzo delle soluzioni processuali: Antonio Logli potrebbe...
PISA. È una mossa capace di prendere in contropiede Procura, Gup e parti civili. Mai dichiarata, forse perché prematura, di sicuro nel mazzo delle soluzioni processuali: Antonio Logli potrebbe chiedere di essere giudicato con rito abbreviato. L’udienza preliminare a cui il marito di Roberta Ragusa parteciperà dopo l’estate è la sede idonea per un rito che non ha niente a che vedere con il patteggiamento spesso associato all’equivalenza di un’ammissione di colpa. L’imputato, sicuro della propria innocenza, per il quale l’accusa chiede il processo, non si sottrae al giudizio di merito (al contrario del patteggiamento che definisce solo la congruità della pena e comunque per il reato in discussione non è ammesso, ndr). Ma fa “risparmiare” tempo alla macchina della giustizia rinunciando ai testimoni e, soprattutto, chiedendo l’esame a suo carico solo sulla base degli atti. In caso di condanna è previsto lo sconto di un terzo della pena e la possibilità di fare appello.
Nel processo Logli sono in buon numero indizi e mancate risposte agli inquirenti.
Quello che manca e che spiega l’andirivieni in punta di diritto degli atti Tribunale-Cassazione-Tribunale è una base probatoria solida. Ecco perché, nella prospettiva della difesa, la tutt’altro che granitica ipotesi accusatoria se valutata in sede di rito abbreviato potrebbe non andare molto lontano e sciogliersi in un’assoluzione nel merito rischiando di non raggiungere la prova della colpevolezza dell’imputato al di là di ogni ragionevole dubbio.
Una sentenza assolutoria che, se confermata fino in Cassazione, significherebbe blindare l’innocenza di Logli in modo definitivo. In astratto se un giorno lui stesso confessasse l’omicidio non potrebbe essere giudicato di nuovo in virtù del principio del diritto ne bis in idem per cui l'imputato non può essere processato due volte per lo stesso reato.(p.b.)
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