Il presidio
Ctt, autisti in sciopero e nuovo stop in vista
PISA. Autobus bloccati ai box e utenti fermi in strada nell’attesa vana del passaggio di un bus. Ha provocato non pochi disagi agli utenti del servizio di trasporto pubblico locale lo sciopero...
PISA. Autobus bloccati ai box e utenti fermi in strada nell’attesa vana del passaggio di un bus.
Ha provocato non pochi disagi agli utenti del servizio di trasporto pubblico locale lo sciopero generale di 24 ore di ieri.
Oltre il 50% dei dipendenti pisani della Ctt Nord ha aderito alla mobilitazione nazionale indetta dai sindacati di base Cub, Si-Cobas, Usi-Ait e Sbm «contro la guerra e la politica economica e sociale del governo Renzi».
Una massiccia adesione che secondo i rappresentanti sindacali non è un segnale nei confronti del governo, ma un chiaro messaggio all’azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara. Gli stessi disagi potrebbero verificarsi tra poche settimane quando i dipendenti della Ctt Nord torneranno ad incrociare le braccia.
Filt-Cgil e Uilt-Uil hanno annunciato la proclamazione di un nuovo sciopero al termine dell’incontro in prefettura di giovedì scorso, convocato per cercare di ricucire lo strappo che si è consumato tra i sindacati e la società dopo la decisione di quest’ultima di esternalizzare alcuni turni del servizio (una trentina nelle quattro province della Toscana costiera), affidandoli in sub-concessione a ditte private per sopperire alla carenza di mezzi e personale.
A Palazzo Medici il fronte sindacale si è però spaccato, con una parte (Fit-Cisl, Ugl-Fna e Faisa-Cisal) che, chiedendo ampie garanzie per i lavoratori, ha sottoscritto un accordo di conciliazione con l’azienda, mettendo fine alla mobilitazione iniziata due settimane fa con l’apertura delle procedure di raffreddamento.
Lo stesso accordo non è invece stato firmato dalla Filt-Cgil e dalla Uilt-Uil che hanno chiesto l’immediato ritiro della procedura di esternalizzazione dei turni di lavoro, «ritenendo che le garanzie offerte dall’azienda siano insufficienti a tutelare i lavoratori».
Secondo la società «non sussistono - si legge nel verbale conclusivo dell’incontro in prefettura - le condizioni per il reintegro immediato dei servizi esternalizzati» che, secondo una parte dei rappresentanti dei lavoratori provoca effetti negativi sull’utenza e sui dipendenti (costretti a ferie obbligate), bloccando anche le assunzioni.
Nonostante il rinnovamento di parte della flotta, la vetustà e il numero ridotto di mezzi a disposizione rispetto al servizio svolto (anche a causa dell’incertezza della gara regionale per l’individuazione del gestore unico e dei crediti che l’azienda vanta nei confronti di vari enti locali) continuano ad essere causa di tensioni con i sindacati e il motivo di un nuovo sciopero che verrà indetto dopo Pasqua. (d.r.)
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