Il Tirreno

Pisa

la tesi della difesa

Caso Ragusa, Gozi inattendibile nel suo racconto sbaglia auto e orari

La difesa punta a demolire l’attendibilità del grande accusatore Loris Gozi, il superteste che sostienne di aver visto Logli in via Gigli la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012

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PISA. Demolire l’attendibilità del grande accusatore Loris Gozi. Senza il superteste che sostienne di aver visto Logli in via Gigli di notte (13-14 gennaio 2012) alla Procura resta poco o nulla in mano.

Ha vinto la sua prima battaglia davanti al Gup, l’avvocato Roberto Cavani. Ci riprova giovedì in Cassazione. Le sue carte sono sempre le stesse: Gozi non è credibile.

Le contestazioni. Orari e modello di auto sbagliati. Dichiarazioni rese davanti a carabinieri e magistrato che vengono corrette in sede di incidente probatorio il 30 aprile 2013 davanti al gip. E poi l'effettiva capacità, in una notte con foschia, di vedere e, soprattutto, riconoscere i volti delle persone a distanza di sessanta-settanta metri in una strada buia. Gozi sostiene di aver visto Logli in auto a mezzanotte e mezzo in via Gigli. E dopo una ventina di minuti di averlo visto anche litigare una donna («sono sicuro all'80 per cento») prima di farla salire in auto a forza.

Parla in ritardo. Non parla subito. Lo fa ad ottobre 2012. Dice nell’incidente probatorio dell’aprile 2013 di non aver detto tutto e subito «perché non volevo avere a che fare con i carabinieri».

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Due versioni sugli orari. In quell'occasione Gozi verbalizzò la seguente dichiarazione: «Nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 credo fossero intorno le una e 15 circa, a bordo della mia Fiat Punto rientravo con mia moglie presso la mia abitazione». Contestazione di Cavani: «Poco fa alla specifica domanda del pubblico ministero lei ha detto che era mezzanotte e mezzo quando è andato a prendere la moglie e circa 10 minuti ha fatto rientro perché la distanza era breve».

L'auto diversa. Il teste ha sempre detto di aver visto Logli alle 00,30 sulla sua Ford Escort Station Wagon in via Gigli rivolto verso il passaggio a livello. Poi di averlo visto intorno alle una su una Citroën C3 in attesa di una donna arrivata dai campi con cui ha iniziato a litigare con lei che chiedeva aiuto. L'avvocato: «Contesto queste dichiarazioni. Gozi disse ai carabinieri e poi al pm di aver visto la prima volta un uomo alla guida di una Citroën». Nell'ultima versione, invece, il primo presunto incontro è quello su una Ford Escort. Così Gozi spiega il motivo del cambio di dichiarazioni: «Non me la sentivo di accusare il signore ( Logli, ndr). Io con le forze dell'ordine non ho mai avuto un gran rapporto. Però ormai è venuta fuori e bisogna dire la verità. Mi assumo la mia responsabilità di quel giorno che ho sbagliato con il dottore (il pm, ndr) perché non ho detto la verità».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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