Meteo
Associazione Penelope «I giudici non devono far calare il sipario»
L’ente è una delle tre parti civili nel procedimento Il legale Gentile: «Non è un allontanamento volontario»
PISA. «Giovedì chiederemo alla Corte di Cassazione di non far calare il sipario e di consentire ancora di accertare cosa sia realmente accaduto la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 perché nessun nome va mai perduto».
Lo afferma l’avvocato Nicodemo Gentile, legale dell’associazione Penelope, tra le parti civili nel processo a carico di Antonio Logli.
L’avvocato «è sempre di più convinto che non si tratti di un allontanamento volontario e che qualcosa di grave le sia successo, per questo è doveroso ricordare Roberta e i tanti che, come lei, sono entrati a popolare la "città dei sospesi". Ogni scomparsa è una tragedia non solo per i parenti ma per l'intera comunità».
L’associazione Penelope si occupa di persone di cui non si sa più nulla e nasce nel 2002 a Potenza per iniziativa di Gildo Claps, fratello di Elisa Claps, scomparsa nel 1993 all'età di 16 anni il cui corpo è stato ritrovato nel 2010 ed altri familiari di persone scomparse.
Penelope Italia è una Onlus che, non solo riunisce, ma dà sostegno anche di natura legale e psicologica alle famiglie ed agli amici delle persone scomparse. Di recente l’associazione è stata ammessa, oltre che nel giudizio sul caso Ragusa, anche come parte civile nel processo a Michele Buoninconti, accusato e condannato per l'omicidio della moglie Elena Ceste. Il motto di Penelope è: "Chi dimentica cancella, noi non dimentichiamo".
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
