Il presidio
Occupano il cinema per la festa anti-Daspo
Per un giorno i manifestanti si sono appropriati dell’ex Ariston
PISA. La campagna contro i “Daspo di piazza” approda al cinema. Non sul grande schermo, ma nell’ex multisala Ariston, occupata ieri da un nutrito gruppo appartenente al “Comitato no daspo di piazza” nato all’indomani dell’emanazione da parte della questura dell’avviso di notifica di sei provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive per altrettanti manifestanti che lo scorso 14 novembre sono scesi in piazza per opporsi al raduno della Lega Nord. I sei (una donna e cinque ragazzi) sono stati accusati di istigazione a delinquere e del «lancio di ortaggi, oggetti metallici, pietre e petardi» contro le forze dell'ordine durante gli scontri avvenuti su lungarno Mediceo. Lo stabile di via Turati, da anni vuoto e abbandonato, è stato temporaneamente “riaperto” a sostegno della campagna avviata per il ritiro dei provvedimenti, che entro la fine del mese potrebbero essere notificati. «Una disposizione - accusano gli occupanti - che va a ledere la libertà personale, in questo caso negando la partecipazione a tutti gli eventi sportivi. L'assurdità di questo nuovo provvedimento, previsto dal governo con un’apposita legge, vuole colpire chi decide di non abbassare la testa e chi vuole continuare a dare voce alla libertà e ai diritti di tutti». L’occupazione dello stabile di proprietà del Gruppo Cecchi Gori è andata avanti per tutta la giornata di ieri. «Una giornata di socialità e aggregazione per sostenere la campagna e i ricorsi contro i provvedimenti emanati dalla questura», spiegano gli occupanti che hanno lasciato lo stabile nella notte, dopo una serata scandita da proiezioni e musica. Un’azione per rimarcare ancora una volta anche l’abbandono di un edificio di notevoli dimensioni in pieno centro cittadino, da quasi dieci anni vuoto, più volte finito nel mirino dei collettivi studenteschi, di gruppi antagonisti e dei movimenti per il diritto all’abitare e ripetutamente occupato. L’ex cinema è stato smantellato nell'aprile 2007 (la chiusura costò anche il posto di lavoro a cinque addetti) e, nonostante varie voci su alcune presunte trattative di vendita, giace tuttora in stato di abbandono. Durante l’occupazione è proseguita anche la raccolta firme contro i provvedimenti che ha raccolto centinaia di sottoscrizioni. Il Comitato, insieme ai legali che assistono i sei possibili “diffidati”, lavoreranno per far cadere le accuse e il provvedimento, ricorrendo anche Tar nel tentativo di mettere in discussione la legge stessa.
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