Genovesi licenzia, esclusi i sindacati
L’impresa manda a casa 4 dipendenti. La Cgil: «Un atteggiamento assurdo»
PISA. Licenziamenti e polemiche. Genovesi Costruzioni, storica società del territorio pisano che opera nel settore delle costruzioni, ha avviato un percorso di riduzione del personale (la seconda in poco meno di un anno) senza però convocare i sindacati.
O meglio, senza informare parte dei rappresentanti dei lavoratori.
La profonda e prolungata crisi che ha colpito il settore dell’edilizia ha costretto la società pisana, nata nel 1948, a diminuire il personale dipendente.
Qualche giorno fa a quattro operai (un muratore e altri tre operai specializzati) sono state recapitate le lettere di licenziamento.
Operazione che ha portato al dimezzamento del personale di cantiere (otto gli addetti totali fino a qualche giorno fa), mentre resiste quello impiegatizio (formato da quattro lavoratori). Due anni fa, un percorso comune tra i sindacati e la società riuscì ad evitare una simile manovra di riduzione del personale grazie all’attivazione della cassa integrazione straordinaria.
Alla scadenza dell’ammortizzatore sociale (aprile 2015), la ditta non è però riuscita ad evitare i licenziamenti, mandando a casa sei operai. La ripresa di alcune commesse ha fatto ben sperare, fino a qualche giorno fa, quando l’impresa è stata costretta a mandare a casa un’altra parte dei lavoratori, informando però solo uno (la Uil) dei tre sindacati presenti all’interno della società. «Contestiamo l’atteggiamento tenuto dall’impresa – accusa la Fillea-Cgil di Pisa –. Abbiamo spedito una lettera alla società alla quale chiediamo spiegazioni sui motivi del mancato confronto con tutti i sindacati sulla manovra che ha portato al licenziamento di metà del personale operaio, probabilmente evitabile attraverso l’attivazione di un ammortizzatore sociale». (d.r.)
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