Il Tirreno

Pisa

A Coltano la rinascita di Sokilly’s Boy

di Pierpaolo Corradini
Il cavallo durante la riabilitazione
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Il cavallo durante la riabilitazione

Pisa: tutti i veterinari d’Italia lo avevano dato per spacciato. Le cure fisioterapiche del Nuovo Fontanile lo hanno invece salvato

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PISA. Un cavallo che non vuole morire, una padrona che non perde la speranza e un'équipe di professionisti nel cuore di Coltano.

Sono questi i magici ingredienti che hanno ridato la vita all'olandese Sokilly's Boy, razza Kwpn, classe 1999, un cavallo specializzato nel salto a ostacoli che tutti i veterinari d'Italia avevano dato per spacciato. È il giugno 2010. Sokilly's Boy ha già partecipato alle più importanti gare olandesi ed è arrivato in Italia da poco grazie a Daniela Iania, che lo sta montando per il suo primo Campionato Italiano Assoluto. A metà percorso il cavallo si accascia a terra facendo precipitare la sua amazzone. Dopo qualche ora la situazione non sembra migliorare e a mezzanotte lo caricano su un van e dalla Calabria lo portano in una clinica romana. La diagnosi è di schiacciamento delle vertebre. E inizia il calvario.

«Abbiamo girato le più importanti cliniche d'Italia – spiega Iania – e tutti i veterinari lo volevano abbattere, ma io mi sono sempre rifiutata». Soki, come lo chiama affettuosamente la sua padrona, passa anche da una clinica veterinaria dove i gestori si dimenticano che il cavallo è ricoverato e lo lasciano abbandonato a se stesso. «Preferisco non citare il nome della clinica – dice Iania – ma dico solo che stiamo parlando dello stesso veterinario che anni fa lasciò morire la figlia in macchina perché se l'era dimenticata sotto il sole». Sokilly's Boy, che ancora non si reggeva in piedi da solo, scivola giù dall'imbracatura e oltre a rimanere senza cibo né acqua per un giorno e mezzo, con il proprio corpo va a schiacciare l'arto posteriore, che rimane atrofizzato. Siamo nell'agosto 2011. Il problema alla schiena è quasi risolto, perché la proprietaria ha fatto arrivare dei medicinali dagli Stati Uniti, ma il danno alla zampa sembra davvero irreparabile e tutti i veterinari consigliano l'abbattimento. Un primo passo verso la riabilitazione lo compiono nelle Marche le sorelle Anna Rita e Rossana Ciabattoni, che con la fisioterapia riescono a rimettere il cavallo in piedi e a farlo camminare, pur con la zampa “ribaltata”. Ma nonostante questo miglioramento il consiglio degli specialisti è sempre il solito: abbattetelo.

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«Nel maggio del 2012 – spiega Gianluca Orlandini del maneggio Il Nuovo Fontanile – grazie ad alcuni amici comuni la proprietaria viene a sapere che a Coltano c'è un gruppo di pazzi che hanno già recuperato dei cavalli in maniera quasi miracolosa. E quando il cavallo arriva qui la situazione appare subito disperata». Oltre ad una “arrembatura del nodello posteriore” (cioè l'asse del piede spostato in avanti di circa 80 gradi), un forte dolore e i legamenti che tirano da tutte le parti, il cavallo non fa altro che mordersi il posteriore. «Quando è arrivato qui – continua Orlandini – in pratica le ossa erano a vista». Con l'osteopata Leonardo Petri, il veterinario Carlo Sforza e le cure fisioterapiche e omeopatiche del Nuovo Fontanile inizia il percorso riabilitativo mirato all'eliminazione del dolore. Passa un anno in cui Sokilly's Boy riacquista fiducia in se stesso e ad aprile 2013 è in grado di poggiare la punta del piede. A novembre Gianluca Orlandini e i maniscalchi Alex Aiuzzi e Stefano Falaschi decidono coraggiosamente di provare delle ferrature correttive. «Mettere una protesi di ferro di 10 centimetri sul davanti – dice Orlandini – era molto rischioso, perché il cavallo avrebbe potuto toccare l'arto anteriore con la lama e tagliare un tendine oppure farsi male ad un'altra zampa». Nel frattempo a Coltano devono lottare anche con alcuni veterinari preoccupati per la sofferenza di un animale che a loro giudizio andava abbattuto. «Vedendo le condizioni del cavallo – prosegue Orlandini – due diversi veterinari iniziarono a dirmi che anche se mi conoscevano bene erano tentati di denunciarmi per maltrattamento». Invece Soki continua a migliorare e inizia a muoversi liberamente, fino a che nel giugno 2014 è tecnicamente guarito. La rieducazione prosegue con il Metodo di Equimozione e Isodinamica per cui il maneggio di Coltano è famoso nel settore ippico e a novembre 2015 Sokilly's Boy può tornare dalla sua padrona in Calabria. «Mi hanno dato della pazza – dice Daniela Iania – anche per tutti i soldi che ho speso in questi anni. Mi sono ostinata contro il volere di tutti i veterinari italiani. Ma ora Soki è a casa, nel maneggio del mio amico a Simeri Crichi, a dieci minuti da Catanzaro. Appena ho una mezzora vado a trovarlo per portargli mele e carote, ma non lo monto più, anche se mi hanno detto che potrei farlo. Ora deve fare la vita da principe, se lo merita».

Da cavallo che doveva essere ucciso, oggi Sokilly's Boy passa tutto il giorno insieme a un pony con cui è ormai inseparabile, e fa amicizia con i lama e gli altri animali del maneggio calabrese. «Nella mia vita professionistica – conclude Orlandini – non ho mai visto una forza di volontà e un attaccamento alla vita così potenti. Ha lottato forte, è andato in colica 4 o 5 volte, ma il suo sguardo diceva sempre “Io da qui ci esco”. E così è stato. Ha insegnato a tutti noi cosa significa essere attaccati alla vita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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