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Pisa

i medici e l’ateneo

Lavoro in cattedra o in corsia per i prof vale come un turno

Lavoro in cattedra o in corsia per i prof vale come un turno

PISA. Contrordine. Primari e medici universitari che lavorano al Santa Chiara e a Cisanello non saranno costretti a scorporare dal calcolo dei turni di lavoro lezioni, corsi e riunioni nei consigli...

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PISA. Contrordine. Primari e medici universitari che lavorano al Santa Chiara e a Cisanello non saranno costretti a scorporare dal calcolo dei turni di lavoro lezioni, corsi e riunioni nei consigli dei corsi di studi. A chiederlo era stato il direttore generale di ateneo, Riccardo Grasso, in una lettera inviata a fine gennaio ai camici bianchi. Nella missiva Palazzo alla Giornata ordinava ai medici di rivoluzionare il calcolo delle presenze e degli orari di lavoro, adeguandoli al nuovo sistema, che prevede 11 ore di riposo dopo ogni turno. E nel farlo, i prof avrebbero dovuto però non considerare il lavoro in cattedra come ore spese in corsia. Ma giovedì, in una riunione con Grasso e i vertici dell’Azienda ospedaliero-universitaria, hanno strappato un nuovo accordo. «È stata sancita l’inscindibilità del nostro orario, che comprende non solo l’attività assistenziale ma anche quella didattica e di ricerca», dice Mario Pietrini, direttore del dipartimento di medicina clinica e sperimentale all’università di Pisa e primario di ematologia. Il diktat aveva aperto una ferita nei rapporti fra i medici e i vertici dell’università e quasi convinto l’area di medicina a schierare un anti-Augello nella corsa al rinnovo del rettorato, per cui si andrà al voto nei prossimi mesi. Il nome su cui alcuni primari sembravano voler puntare era il biochimico Riccardo Zucchi. Un’ipotesi per ora congelata.

Così i medici riescono a legittimare uno dei principi del ruolo accademico. «Possibile che l’ateneo non sappia che molti di noi fanno lezione in sala operatoria o in corsia, sul campo?», erano sbottati alcuni. Cambia invece il sistema di timbratura. I prof hanno accettato di passare il badge nelle macchinette usate dagli ospedalieri, ma a patto che a calcolare gli orari sia il personale dell’amministrazione dell’ateneo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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