Il Tirreno

Pisa

Direttiva anti-aste i balneari dicono sì

di Francesco Loi e Daniele Benvenuti
Direttiva anti-aste i balneari dicono sì

Confesercenti: ottimo risultato. Confcommercio: più garanzie

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TIRRENIA. Dal governatore Enrico Rossi arriva una sponda, forse decisiva, per salvare gli stabilimenti balneari dal rischio di vedere le proprie concessioni messe all’asta in virtù della direttiva europea Bolkestein. La Regione ha infatti messo nero su bianco una serie di linee guida alle quali i Comuni dovranno ispirarsi per la proroga delle attuali concessioni, scadute il 31 dicembre scorso. Un percorso parallelo a quello che il governo sta seguendo a livello comunitario con l’attesa del pronunciamento della Corte sulla proroga al 2020 delle aste decisa da Roma.

La direttiva della Regione prevede che le concessioni demaniali possano avere una durata di 20 anni per quegli imprenditori che hanno fatto investimenti nel proprio stabilimento (sia futuri che già realizzati, ma non ancora ammortizzati). L’idea è semplice: l’imprenditore presenta al Comune un piano di investimenti ed a quel punto la sua concessione va a gara. Se nessun’altro presenta un progetto analogo, la proroga sarà di 20 anni; se invece un altro imprenditore supera il valore del primo investimento ottiene la concessione, ma con l’obbligo dell’indennizzo al vecchio gestore del valore totale dell’impresa. Un paracadute quindi per chi alla fine venisse privato della sua concessione.

«Siamo soddisfatti di questa decisione - dice il responsabile dei balneari pisani di Confesercenti, Alessandro Cordoni - che giunge dopo un lavoro capillare della nostra associazione regionale. In pratica, si è ripresa una legge del 2010 che non era mai stata applicata visto che le concessioni (della durata di 6 anni) venivano rinnovate automaticamente. Tutto questo però prima della Bolkestein. Il provvedimento regionale, interpretando correttamente le direttive europee, apre ad un’evidenza pubblica per la concessione, ma salvaguarda anche l’investimento dell’imprenditore. Ovviamente va specificato che non si tratta di un’imposizione o di un obbligo, ma di una opportunità. Si può anche scegliere di non fare niente ed attendere l’eventuale asta o la proroga al 2020».

Parla di «evoluzione positiva» Fabrizio Fontani, presidente di ConfLitorale ConfcommercioPisa, l’altra mattina a Roma con la delegazione pisana di balneari. «Per noi - dice - è senza dubbio importante il riconoscimento dell’indennizzo in caso di evidenza pubblica, un indennizzo che corrisponde non solo al valore di mercato della concessione, ma aumentato degli investimenti. E’ chiaro che occorre approfondire ancora più nel dettaglio tutti gli aspetti di queste linee guida, ma anche l’obbligo del nuovo concessionario di pagare tutto il dovuto prima del subentro è un altro aspetto di garanzia che non ci sentiamo di sottovalutare». Enrico Fontani, presidente del Sib ConfcommercioPisa, è d’accordo sull’impianto generale, ma esprime perplessità su alcuni aspetti: «In particolare ci sarebbero da capire gli effettivi meccanismi di calcolo del valore commerciale di questi indennizzi, con il rischio che questo avviamento sia minimo rispetto a chi ha speso una vita in investimenti e lavoro. Credo che il sistema di garanzie debba essere aumentato». Infine, Cristiano Scarpellini, presidente della Rete di Imprese del Litorale Pisano: «Vi sono aspetti positivi da non sottovalutare. Occorre prestare attenzione all’entità degli investimenti richiesti, che devono rimanere su livelli accettabili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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