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«Ridateci gli scatti di anzianità e ci fermiamo»
«I docenti pisani non si sottraggono alla valutazione: lottano per la dignità del loro lavoro e del loro ateneo». Lo scrive il gruppo di docenti pisani che da mesi protesta contro il mancato...
«I docenti pisani non si sottraggono alla valutazione: lottano per la dignità del loro lavoro e del loro ateneo». Lo scrive il gruppo di docenti pisani che da mesi protesta contro il mancato riconoscimento degli scatti di anzianità bloccati da Tremonti nel 2010 rifiutando di aderire alla Valutazione della qualità della ricerca (Vqr), il processo con cui il Ministero dell’Istruzione misura la qualità degli atenei italiani e assegna loro la quota premiale dei finanziamenti statali.
«La fine del blocco è avvenuta con una modalità che ha costituito una grave e immotivata discriminazione ai danni dei docenti universitari, lesiva della loro dignità. Per tutti gli altri dipendenti pubblici il blocco è cessato fin dal 1° gennaio 2015, e il periodo 2011-2014 è stato riconosciuto valido per gli effetti giuridici; nel caso dei docenti universitari invece il blocco è cessato solo dal 1° gennaio 2016 e senza alcun riconoscimento degli effetti giuridici del periodo 2011-2015», dicono i docenti. In sostanza, l’anzianità maturata in questi anni di stipendi congelati non verrà riconosciuta. «Provoca un ingente danno economico per i docenti e le loro famiglie, pari a circa due anni di stipendio lordo, che diventano tre nel caso dei più giovani». Dopo aver invano sollevato il problema verso il governo e il parlamento, i docenti hanno scelto una protesta che non creasse danni agli studenti. «Noi non ci sottraiamo alla valutazione, ma la rinviamo, in attesa che siano accolte le nostre richieste: sblocco delle classi e degli scatti stipendiali a partire dal 2015; riconoscimento del quadriennio 2011-2014 ai fini giuridici, ma non chiederemo nessuna restituzione degli arretrati», precisano. In Italia, dicono i docenti pisani, hanno aderito oltre 20.000 persone di 82 atenei, sono state approvate oltre 130 delibere in 40 diverse sedi universitarie, e le adesioni alla protesta aumentano di giorno in giorno. A Pisa, la protesta ha rapidamente raggiunto numeri record con oltre 350 adesioni che rappresentano circa il 25% del totale dei docenti dell'ateneo, registrando in alcuni dipartimenti picchi di adesione del 60% e dell'88%».
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