Italia
La sottoscrizione ha raccolto 1.800 firme
Nel 2014 il comitato dei contrari, presieduto da Cuccu, ricevette la “benedizione” della Santanchè
PISA. «Trasparenza e rispetto delle “nostre” regole». Nel novembre 2014 ha ricevuto la “benedizione” dell’onorevole forzista Daniela Santanchè e nel corso dei mesi ha lavorato per costituire un fronte di opposizione alla costruzione di una moschea, con annesso un centro culturale islamico, nel quartiere di Porta a Lucca. Il Comitato “No Moschea” è nato con lo scopo di dare la parola ai cittadini: far esprimere i pisani sull’opportunità di dare il via libera alla locale comunità islamica di ergere a pochi passi da piazza dei Miracoli un luogo di culto per i musulmani. Un’iniziativa civica partita con una raccolta firme che nel giro di un mese ha raccolto oltre 1.800 sottoscrizioni con «un’adesione - spiegano i promotori - trasversale, al di là del credo politico» per chiedere l’indizione di un referendum. «Solo dopo un anno il Comune ha però nominato il Comitato dei garanti», sottolinea Luca Cuccu, coordinatore regionale Forza Italia Giovani e presidente del comitato, i cui promotori hanno in più occasioni cercato di allontanare l’ombra di posizioni intolleranti, spiegando che «essere contrari alla costruzione della moschea non significa essere razzisti». «Non abbiamo a priori una posizione contraria alla realizzazione della moschea», sottolinea Cuccu, che mercoledì prossimo incontrerà il Comitato dei garanti nominato dal Comune. «Abbiamo voluto innescare un dibattito», prosegue il presidente del Comitato, che ha commissionato anche un sondaggio per valutare la posizione dei pisani (i risultati saranno resi noti nelle prossime settimane), che in maggioranza hanno espresso contrarietà alla possibile costruzione della moschea, la cui realizzazione è secondo il Comitato «incongruente rispetto all’obiettivo dichiarato dalla variante urbanistica, cioè quello di migliorare la città dal punto di vista della sostenibilità ambientale, urbanistica, sociale ed economica». Il Comitato ha posto inoltre cinque quesiti - ancora in attesa di risposta - alla comunità islamica, chiedendo trasparenza sulle risorse necessarie alla costruzione della moschea e il rispetto delle regole. (d.r.)
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