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Pisa

Disarmati rapinano la Banca Etruria

Disarmati rapinano la Banca Etruria

Tre dentro e un quarto a fare da palo. Clienti (anche una bimba di 8 anni) e impiegati minacciati a voce: bottino di 300 euro

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PISA. Una rapina senza armi conclusa solo con la minaccia a base di urla. E un bottino risicato, appena 300 euro, da dover dividere tra quattro banditi. I protagonisti si sono mossi poco dopo le 15 ai danni della filiale di piazza Guerrazzi di Banca Etruria. Nei locali c’erano il direttore, il suo vice e il cassiere, l’unico a contatto con il pubblico.

Quattro le clienti, tutte donne, e una bimba i 8 anni che alla vista dei malviventi ha iniziato a piangere.

«Il primo è entrato a volto scoperto – spiega il vice direttore che chiede di restare anonimo -. Poi ne sono entrati altri due con il volto coperto da sciarpe e cappellini. Due sono saliti sul banco scavalcando il vetro divisorio. A quel punto il cassiere non ha opposto resistenza e i banditi hanno arraffato quello che hanno trovato nei cassetti. Poco roba, neanche 300 euro».

Per ottenere l’incasso i tre rapinatori, ma fuori c’era un quarto uomo a fare da palo, non hanno usato armi. «Hanno solo urlato e minacciato il cassiere – prosegue il vice direttore –. “Tira fuori tutto” gli hanno gridato, ma senza usare violenza. Solo un po’ strattonato. Io e il direttore eravamo nei nostri uffici e non abbiamo sentito subito quello che stava succedendo. In tutto sarà durato un minuto e mezzo».

I tre avevano un accento del sud e, attraverso le telecamere, i carabinieri intervenuti con il nucleo radiomobile stanno cercando di mettere insieme elementi utili per risalire alle identità.

Nell’immediatezza i militari hanno fermato una persona che corrispondeva alle caratteristiche fisiche diffuse nelle note di ricerca, ma dopo un controllo è stata rilasciata. I quattro sono fuggiti a piedi in direzione di viale Bonaini facendo perdere ogni traccia.

«Ho visto due donne e una bimba venirmi incontro – conclude il vice direttore –. Erano terrorizzate. La bambina piangeva e per sicurezza l’ho nascosta in un armadio. Poi, quando mi sono assicurato che fosse tutto finito l’ho riportata in sala».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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