Lavatoi, tassa abolita ma gli arretrati vanno pagati lo stesso
Una delibera del consiglio provinciale stabilisce che l’esenzione del balzello partirà da quest’anno
SAN GIULIANO. La tassa su lavatoi e terrazzini che si affacciano sul fosso del Mulino è stata abolita, ma restano da pagare gli arretrati degli anni passati. Lo stabilisce una delibera del consiglio provinciale che conclude, almeno per ora, l’annosa questione di quegli storici manufatti a cui la Soprintendenza ha riconosciuto un valore storico. Un tempo erano usati dalla popolazione per lavare i panni, da secoli sono in disuso e conservati con cura – e a proprie spese - dai proprietari. Nel luglio 2014 la Provincia spiazzò tutti. In veste di responsabile del demanio idrico, chiese ai 33 cittadini che dispongono di un lavatoio nel proprio giardino di pagare un canone, con tanto gli arretrati. Una richiesta che si inseriva nel progetto di censimento delle opere abusive o non regolarizzate al fine di giungere ad una razionalizzazione e uniformazione della gestione del demanio idrico. Fu immediata la protesta dei residenti e il passo indietro dell’ente provinciale, grazie al lavoro del consiglio comunale e della giunta. «Oggi, grazie alla collaborazione e al gioco di squadra tra l’amministrazione e alcune forze politiche di minoranza, si conclude questa vicenda – dice il sindaco Sergio Di Maio -. Negli ultimi mesi abbiamo affrontato nuovamente la situazione, dopo la seconda richiesta di pagamento. Finalmente abbiamo ottenuto un atto concreto dal consiglio provinciale». Nell’estate del 2014 – lo ricordiamo - il primo cittadino si attivò per mediare tra i cittadini e la Provincia. «Il 28 luglio 2014 l’allora direttore generale della Provincia Giuliano Palagi rispondeva al mio sollecito dicendo che il regolamento sul canone di concessione per lavatoi e terrazzini sarebbe stato modificato prevedendo la sua eliminazione con efficacia ex nunc - racconta il sindaco Sergio Di Maio -. In questo modo, la Provincia si impegnava a non inviare ulteriori comunicazioni o richieste ai vari cittadini interessati, a non dare corso alle relative procedure e a valutare soluzioni idonee per le richieste di pagamento degli arretrati».
Nel giugno 2015 gli uffici provinciali, nonostante l’impegno preso, tornarono a battere cassa e a chiedere gli arretrati, sollevando una nuova ondata di proteste tra i cittadini. Alcuni iniziarono la procedura di ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale. Il primo cittadino scrisse al presidente della Provincia Marco Filippeschi, chiedendo il mantenimento degli impegni assunti. L’ultima svolta risale al 27 novembre, data della delibera tanto attesa. «L’esenzione scatterà con il 2016. Il documento non entra nello specifico dei pagamenti arretrati – conclude Di Maio -. Secondo il parere dei tecnici della provincia non sussistono gli elementi per rinunciare ai canoni degli anni precedenti». Amara consolazione, quindi, per i cittadini interessati. «L’abolizione della tassa è sicuramente un fatto positivo – dice Valentina Foà, titolare dell’edicola “Carta e Penna” -. Se sono riconosciuti come beni storici, perché dovremmo pagare gli arretrati? Il valore storico ce l’hanno oggi così come dieci anni fa».
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