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Pisa

«Polizia municipale in stato di agitazione»

«Polizia municipale in stato di agitazione»

La Rsu del Comune contro l’amministrazione per la sede alla Sesta Porta e il piano del personale

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PISA. «Mancanza di formazione, di interlocutori e di un vero piano del personale». La Rsu del Comune di Pisa mette sotto accusa l’amministrazione e annuncia «iniziative clamorose» contro l’apertura di un sottopasso alla Sesta Porta che collegherà via Battisti con il parcheggio della stazione di via Quarantola che, accusa la rappresentanza sindacale di Palazzo Gambacorti, «aumenterà i pericoli per la sicurezza degli agenti della polizia municipale». Ed è proprio sulla situazione dei caschi bianchi che si concentrano, secondo la Rsu, le maggiori criticità, dovute in gran parte al trasferimento della caserma negli stabili della Sesta Porta. «Un’operazione immobiliare fallimentare - sottolineano Federico Giusti e Fabrizio Terreni -. Una struttura nata male, con problemi strutturali ed inidonea ad ospitare la caserma».

«Con il sottopasso - prosegue la Rsu - le auto attraverseranno la struttura passando davanti ai garage della polizia municipale. È stato inoltre concepito a senso unico: in caso di emergenza, i vigili dovranno percorrerlo in controsenso o passare da via Quarantola allungando notevolmente i tempi di intervento». In concomitanza con l’inaugurazione, prevista per domani, i dipendenti comunali impiegati alla Sesta Porta si riuniranno in assemblea durante la quale «potrebbe essere indetto anche lo stato di agitazione della polizia municipale» sui problemi (presenza di un comandante pro-tempore che non permette una programmazione a lungo termine e «il muro dell’amministrazione che rifiuta di incontrare i sindacati») più volte denunciati.

A finire sotto accusa è però l’intera gestione del personale e il rischio di esternalizzazione di alcuni servizi. «Cala il personale - prosegue Giusti - ma non diminuiscono i servizi erogati a dimostrazione che si lavora in condizioni precarie e con carichi di lavoro in aumento. Mancano inoltre percorsi formativi e un vero piano con il quale il Comune intende affrontare la sfida dei servizi da offrire ai cittadini». Contro le esternalizzazioni si scaglia anche Una città in comune-Prc. «Esternalizzare non vuol dire necessariamente risparmiare, ma soprattutto una maggiore precarizzazione dei rapporti di lavoro», sottolinea in una nota il gruppo di opposizione che chiede all’amministrazione di «porsi in controtendenza rispetto a un processo di precarizzazione e svalutazione del lavoro».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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