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Rubavano la corrente all’Enel, in nove vengono arrestati
Fanno parte di tre famiglie nomadi che avevano occupato irregolarmente degli stabili lungo viale D’Annunzio
PISA. Avevano visto tre casolari liberi, disabitati da tempo, e hanno pensato di farne la loro dimora, dopo che avevano lasciato uno dei campi nomadi alla periferia di Pisa. Non è che potevano chiedere all’Enel di installare un contatore per l’energia elettrica, come si fa normalmente.
Il gruppo di nomadi - sono romeni tutti in Italia senza fissa dimora - ha usato il metodo fai da te. Ha realizzato un collegamento abusivo trovando così il modo di alimentare elettrodomestici e le “utenze” abusive senza spendere un centesimo.
I carabinieri, informati dai tecnici dell’Enel del possibile furto di corrente elettrica dopo che era stato riscontrato un consumo anomalo di energia rilevato dal contatore di un immobile situato in viale D’Annunzio, all’altezza del civico 44, hanno effettuato alcuni controlli. È stato semplice scoprire - anche dai mezzi in sosta nel cortile del gruppo di case che doveva essere disabitato - che gli immobili erano stati occupati in maniera abusiva.
Il successivo blitz nel “campo” abusivo si è concluso con nove arresti, il nucleo era composto da dieci persone, una delle quali minorenne.
I nove romeni sono stati arrestati con l’accusa di avere rubato energia elettrica all'Enel (furto aggravato e continuato) dopo avere invaso tre edifici abbandonati, ma di proprietà privata.
I nomadi sono stati arrestati dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile che, in collaborazione con la questura pisana, hanno poi notificato il foglio di via obbligatorio da Pisa a sette dei nove arrestati, i quali sono stati subito scarcerati, su disposizione della stessa procura.
Il minorenne è stato invece denunciato a piede libero per gli stessi reati contestati ai suoi familiari, furto e invasione di terreni ed edifici.
Senza la segnalazione di Enel, che si era accorta della “dispersione” di energia elettrica, o meglio del consumo spropositato di corrente, i nomadi sarebbero rimasti all’interno degli edifici come se fosse casa loro, anche se ovviamente sapevano che non era così.
Stando a quanto si è appreso, le tre famiglie da circa un anno avevano occupato i tre casolari abbandonati nei pressi dell'Arno, dove pensavano di passare inosservati. Avevano letteralmente sradicato dieci contatori elettrici attaccando le loro abitazioni di fortuna direttamente alla linea elettrica, rubando l'energia.
Un problema questo destinato probabilmente a ripetersi. Non è difficile ipotizzare che i gruppi di nomadi che vengono invitati o costretti a lasciare i campi che nel corso degli anni sono stati lasciati crescere alle porte di Pisa si spostino da un posto all’altro, cercando però di restare nelle vicinanze di Pisa dove ormai sono ben radicati. Monitorare come avvengono le “migrazioni” da una zona all’altra non è poi così facile.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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