L’accusa: «Incuria e degrado nel cimitero a San Piero»
PISA. «Siamo qui per denunciare che l’amministrazione non solo non produce dei risultati, ma non vuole nemmeno ammettere la realtà delle cose». Si è espresso così Giovanni Garzella, rappresentante...
PISA. «Siamo qui per denunciare che l’amministrazione non solo non produce dei risultati, ma non vuole nemmeno ammettere la realtà delle cose».
Si è espresso così Giovanni Garzella, rappresentante del gruppo Pdl-FI, a nome delle minoranze della Commissione di controllo e garanzia di cui è presidente. Il motivo, le cattive condizioni in cui versa, ormai da anni, la cappella del cimitero di San Piero a Grado, in perenne stato di semi-allagamento a causa di alcune infiltrazioni d’acqua dalle coperture.
Il rimprovero mosso dai consiglieri di minoranza della Commissione, nasce infatti dalla mancata approvazione da parte della maggioranza di un documento in cui si chiedeva l’intervento del sindaco e della giunta per risolvere tali problematiche o, se fosse necessario, la chiusura della cappella. «Da anni segnaliamo la pericolosità del luogo insieme agli abitanti di San Piero e del litorale pisano, che, tra l’altro, hanno donato gli arredi per riempirla», ha spiegato Garzella. Il primo sopralluogo della Commissione risale al 26 luglio del 2013, data in cui venne constatato il degrado degli ambienti e l’incuria degli arredi, e persino la difficoltà ad aprire la porta a causa di una lampada collocata nel posto sbagliato. Una seconda visita, a ottobre dello stesso anno, appurava che la cappella era stata ripulita ma che non era stata trovata una soluzione al problema dei ristagni d’acqua piovana sul pavimento. Da qui la prima stesura del documento, approvato all’unanimità sia dalla Commissione Controllo e garanzia sia dal consiglio comunale del 27 marzo 2014. Un risultato positivo che sembra non avere avuto un seguito, come dimostra l’ultimo sopralluogo dello scorso 15 gennaio, quello che ha permesso ai commissari di verificare che nulla è cambiato. «Una situazione che si sarebbe potuto risolvere con spicciola manutenzione», ha commentato Stefano Landucci, (Gruppo Misto) .
Alle accuse ha risposto, discolpandosi, l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli, il quale considera il problema la conseguenza di un errore esecutivo da parte dell’impresa di costruzione. «Nel 2010 scrissi una nota per individuare le responsabilità, ma non ho avuto risposta. La questione verrà comunque risolta grazie al provvedimento di manutenzione attivato per tutti i cimiteri».
Le polemiche investono anche l’appalto di gestione dei cimiteri pisani.«È avvenuto un corto circuito che si dimostra dalle più piccole alle più grandi opere pubbliche – ha commentato Raffaele Latrofa (Ncd) – basti pensare che il sistema “Global service” dei cimiteri non prevede una serie di azioni, che vengono affidate a terzi con piccoli appalti».
Enza Chiappone
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
