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Pisa

«Il prefetto rinnovi i divieti anti-alcol»

«Il prefetto rinnovi i divieti anti-alcol»

Confesercenti: attendiamo l’ordinanza dall’estate, pronti a collaborare con il Comune se segue Nardella sui negozi selvaggi

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PISA. Pronti a collaborare con l’amministrazione comunale per individuare «provvedimenti contro il degrado del commercio nel centro storico partendo dal tentativo messo in piedi a Firenze dal sindaco Nardella» ma basta perdere tempo. Se, nella lotta alla movida molesta, Confesercenti è pronta a tendere la mano al sindaco Marco Filippeschi, l’associazione va all’attacco di Attilio Visconti: «Il prefetto vari l’ordinanza anti-alcol che attendiamo dall’estate».

Marco Sbrana, direttore di Confesercenti Toscana Nord, ha le idee chiare. Le liberalizzazioni hanno dato fatto proliferare minimarket e altri negozi di bassa qualità che alimentano degrado e abusi nei centri storici. E il «regolamento approvato dal consiglio comunale fiorentino in cui sono previste un pacchetto di misure per la tutela e il decoro del centro storico, anche dal punto di vista commerciale, è un buon regolamento, che però rischia di essere solo un tampone in mancanza di una normativa nazionale che ponga fine ai disastri prodotti dalla deregulation». Lo dimostrato i due ricorsi al Tar vinti da parte di alcune attività commerciali negli anni scorsi proprio contro ordinanze anti-alcol varate dal sindaco Nardella.

«Abbiamo sempre sostenuto - dice Sbrana - che il feroce processo di liberalizzazione del commercio avrebbe prodotto, anche e soprattutto nei centri storici e nelle città d’arte, gravi conseguenze in termini di decoro cittadino, identità del territorio, sicurezza delle persone, tutela del patrimonio monumentale. I Comuni si trovano con le mani legate, soprattutto dopo le recenti norme del governo Monti». Da qui, secondo il direttore di Confesercenti, la necessità di muoversi tra le pieghe dei regolamenti per trovare una sorta di “LineaMaginot” rispetto ai processi di «imbarbarimento» delle città.

«Crediamo che la programmazione e la disciplina del commercio siano materie che devono tornare di competenza delle amministrazioni locali». Il direttore di Confesercenti entra poi nello specifico pisano. «Abbiamo sostenuto il blocco delle nuove licenze nel centro storico. L’ordinanza ha messo un argine al proliferare di attività commerciali di basso livello (leggi minimarket). Ma anche qeusto è provvedimento a tempo. Pisa non ha la possibilità di legare le norme all’area Unesco come Firenze, visto che nella nostra città è circoscritta solo a piazza dei Miracoli. Dobbiamo far leva sul regolamento urbanistico (che peraltro mette già dei paletti ad alcune tipologie commerciali nel centro storico). Il blocco di nuove aperture – insiste Sbrana – potrebbe essere prolungato, consentendole solo per locali con superficie non inferiore a 40 metri quadrati e con almeno un bagno per i clienti, accessibile ai disabili. Uno strumento che porterebbe già ad una selezione delle tipologie».

E infine il divieto di vendita di alcolici. Per Confesercenti non c’è dubbio: il problema è la vendita abusiva e deve essere «stroncata da un lavoro capillare delle forze dell’ordine», ma Firenze, ancora una volta, potrebbe fare da apripista. Con il suo regolamento, la giunta di Palazzo Vecchio prova a riproporre il divieto di vendita per asporto di alcolici dalle 21 in poi, a meno che non si consumino all’interno dei vari locali. «Sicuramente rispetto alle precedenti ordinanze, questa volta il sindaco Nardella è passato dal consiglio comunale dando quindi più forza al provvedimento. A Pisa negli anni passati ci sono state le ordinanze del prefetto Tagliente che avevano portato a qualche risultato. Una riproposizione era stata annunciata per l’estate scorsa ma non abbiamo più avuto notizie. Chiediamo una convocazione del comitato dell’ordine pubblico allargato alle associazioni di categoria per rilanciare questo provvedimento per la primavera».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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