Il presidio
Elettrodotto, bocciato il percorso alternativo
I sindaci di Vecchiano e San Giuliano hanno respinto la proposta che prevede 9 chilometri di nuova linea con piloni alti fino a 5 metri
SAN GIULIANO TERME. «Anche le ipotesi alternative proposte da Terna sul tracciato dell’elettrodotto La Spezia Acciaiolo, per quanto riguarda il passaggio sui nostri territori, sono assolutamente da respingere perché non danno risposte ai problemi sollevati fin qui e relativi da una parte alla necessità di salvaguardare la salute di tutti i cittadini e dall’altra tutelare l’ambiente interessato dalla nuova infrastruttura».
Questa la risposta che le amministrazioni comunali di Lucca, Camaiore, Massarosa, Vecchiano e San Giuliano, hanno dato a Terna dopo che la società aveva presentato al Ministero dell’Ambiente tre progetti alternativi rispetto a quello originale che prevede 9 chilometri di nuova linea con tralicci alti fino a 50 metri in transito su cinque comuni tra le province di Lucca e Pisa ed una nuova mega stazione elettrica da 52.000 metri quadri a Balbano. L’ennesima chiusura totale da parte degli amministratori è arrivata in una riunione congiunta convocata lunedì a Lucca dal sindaco Alessandro Tambellini. Spiega il sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi presente all’incontro: «Anche le alternative proposte da Terna non risolvono i problemi di impatto ambientale e di tutela della salute dei nostri cittadini. Per questo andiamo avanti per la nostra strada e cioè sulla richiesta di eliminare totalmente tutte le criticità».
A nome dei cinque Comuni ha parlato proprio Tambellini che ha riassunto così la situazione attuale: «Non siamo convinti che sia inattuabile l’ipotesi zero che abbiamo chiesto di esperire a Terna e di fatto continuiamo a constatare l’assenza del risanamento delle criticità esistenti. Per questo le ipotesi presentate non ci convincono».
Ricordiamo che nelle settimane scorse proprio Terna (in attesa del pronunciamento del Tar su un suo ricorso contro il nuovo piano di indirizzo territoriale della Regione, piano che mette una serie di paletti al progetto), aveva inviato al ministero tre progetti alternativi. Se i primi due si discostano di poco da quello originario, la terza ipotesi prevede invece un cambiamento radicale con lo spostamento della stazione elettrica in una zona a fianco della Lungomonte fra Nozzano e Filettole (di estensione più che dimezzata) e solo una deviazione dell’attuale tracciato con un raccordo di 1,35 km quindi senza decine di nuovi tralicci. Va aggiunto però che Terna, come già a suo tempo comunicato, a tutt’oggi ritiene «che il progetto originale, presentato in autorizzazione nel 2014, sia il più sostenibile e adeguato alle esigenze della rete elettrica e del territorio».
Insomma un confronto duro che dopo i comunicati e le lettere ufficiali avrà anche un faccia a faccia. Il prossimo 28 gennaio, infatti, Terna organizzerà a Lucca un Open Day aperto a tutta la cittadinanza che si svolgerà nella palestra di Nozzano a partire dalle 21 per chiarire ogni dubbio sui temi di maggiore interesse. «E noi sindaci – conclude Lunardi – convocheremo una conferenza stampa di fronte alla palestra per ribadire le ragioni del nostro no».
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