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«Il calcio diventi eccellenza della città»
Le ambizioni del patron di Terravision. L’augurio a Gattuso: «Spero faccia carriera come l’ad degli aeroporti Gina Giani»
PISA. «Rino Gattuso come Gina Giani». Fabio Petroni parla davanti a giornalisti e tifosi. Ogni tanto abbassa gli occhi sul foglio che ha davanti per vedere se ha dimenticato qualcosa della “scaletta” che si è appuntato. Ma quando si lancia nel paragone tra calcio ed aeroporti non sembra seguire alcun canovaccio. Quelli che mette a confronto sono i due personaggi simbolo del suo rapporto con Pisa. Rino Gattuso, allenatore della sua squadra. Gina Giani, amministratore delegato di Toscana Aeroporti, la società degli scali di Pisa e Firenze. D’altra parte Petroni è già un po’ pisano proprio grazie al Galilei: con Terravision, la multinazionale anglo-italiana che ha fondato, fa reddito collegando su strada per gli aeroporti delle principali città italiane ed europee. Pisa e Firenze sono due di queste, anzi sono state tra le prime.
«Sono tredici anni che lavoro in sintonia con la dottoressa Giani e posso dire che aeroporti anche molto più grandi del Galilei non possono vantare un manager delle sue capacità», aggiunge il neo presidente del Pisa. Gattuso forse sorriderà, ma Petroni è più che convinto della sua affermazione. E rilancia: «Gina Giani ha cominciato come giovane direttrice del marketing ed è diventata l’amministratore delegato di una società importante come Toscana Aeroporti: per Gattuso auspico un cammino simile». E «magari nel Pisa», puntualizza Lucchesi con una battuta pronta.
Petroni è romano, il centro dei suoi affari è Londra. Ma quando parla del suo ingresso nel Pisa non riesce mai a scinderlo dalla realtà e dalle dinamiche della città. Ieri, primo giorno “vero” da presidente nerazzurro, ha visto la nuova sede del club. E’ andato ai campi di allenamento. Ma è anche andato dal sindaco Marco Filippeschi per presentare le sue idee. «Dobbiamo andare il prima possibile in serie B, adeguando il livello del Pisa calcio alle eccellenze della città, a cominciare dal polo universitario e da un aeroporto che fa invidia a tutti per la capacità organizzativa che esprime», dice Petroni, e questa è sicuramente musica per le orecchie del sindaco. Che, da parte sua, dice: «Ho incontrato Petroni apprezzando il suo gesto di riguardo per la città. L’interesse di Pisa è quello che sia garantita la solidità della società per sostenere i risultati sportivi incoraggianti che danno entusiasmo e grande partecipazione. Per realizzare un progetto di calcio di prospettiva e all’altezza delle attese».
Petroni ci proverà. Parla del calcio come di «un settore che può aiutare Pisa a crescere anche sotto il profilo economico». Annuncia il progetto di una scuola calcio internazionale bilingue, ovvero italiano ed inglese (con Gattuso primo testimonial), capace di richiamare bambini e ragazzi da ogni parte, un modo ulteriore per accendere i riflettori sulla città. Tutti impegni che richiedono anche una presenza diretta. Anche così si spiega perché ci ha ripensato rispetto alla prima idea, accettando l’invito (pressante) di Lucchesi di accettare la carica di presidente. «Ad organizzarmi sono bravo, datemi un po’ di tempo e vedrete che, tra Roma e Londra, troverò il modo di occuparmi del Pisa da presidente combattivo», dice appoggiato al bancone del bar dell’Ac Hotel, mentre sorseggia un bicchiere d’acqua.
Un elogio al sindaco («persona di spessore in un panorama non sempre brillantissimo»), un giudizio favorevole sulla fusione tra gli aeroporti di Pisa e Firenze. Fa il giro delle televisioni nazionali che gli chiedono dei programmi e delle ambizioni. Anche a Sky insiste sul concetto di «portare il Pisa al livello delle eccellenze della città». Grandi aggettivi per Lucchesi e Gattuso. La parola serie B che ricorre. Agli amici però non nega di guardare anche più in alto.
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