Sicurezza
Vettovaglie, ore 4: caos in piazza
Pisa, il racconto di una residente sulla mala-movida: «Niente controlli e tanti locali ancora aperti»
PISA. Sotto le sue finestre impazza la movida, anche se ormai sono le 4 della notte tra sabato e domenica. Ma in piazza delle Vettovaglie gli eccessi del divertimento notturno non conoscono sosta. Così Rita Rocca, del comitato “La Cittadella per la qualità della vita”, non potendo prendere sonno, si mette al computer e scrive una mail per raccontare quella che definisce «la solita cronaca di tutte le notti», ma «con picchi di esasperazione nei weekend». E quella cronaca è fatta di tamburi e schiamazzi, insieme a «urla e berci ininterrotti» già dalle 2.
«Inutile dire - aggiunge - che ho chiamato la polizia alle 2,30 e alle 3, ma come al solito il promesso intervento non è avvenuto». La scena descritta da Rita Rocca è la seguente: «Ci sono ancora dei locali aperti, che vendono panini e bevande. Forse se i locali fossero chiusi, finalmente andrebbero a casa, forse. Non vedo venditori abusivi di birra e alcool, i ragazzi si servono dai locali». La sensazione, guardando fuori dalla finestra, è «che tutto è ormai talmente inutile, che ci si sente sempre più soli, in balia di ubriachi e maleducati che la fanno da padrona».
Ma l’invio della mail è ispirato anche da altro, dal botta e risposta pubblicato dal Tirreno nei giorni scorsi: da una parte il sindaco Marco Filippeschi, dall’altra il direttore di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli (il contenuto è riassunto a fianco). «Sì - scrive Rocca - mi tornano in mente le parole di Pieragnoli con cui bollava come inutile la proposta del sindaco (la prima che lascia qualche speranza a noi insonni coatti) di decentrare la movida e che vedeva nei venditori abusivi di alcol il nocciolo del degrado».
In piazza delle Vettovaglie sono stati sanzionati con un mese di chiusura due minimarket che vendevano alcolici dopo gli orari consentiti. «Ora sono le 4 - riprende - e vedo dalle mie finestre locali ancora aperti, e non credo che dentro dicano il rosario o giochino a tombola».
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Qui si parla non di movida, settore comunque dell’economia locale, ma di mala-movida. «Il problema della mala movida - scrive ancora Rita Rocca - apre il campo a riflessioni più varie, dalla sociologia, alla psicologia, dall’economia, alla tutela della salute e dell’ambiente, dalla politica e alla gestione del vivere comune, e qui a Pisa lascia nello sconforto il pressappochismo, la sordità dell’amministrazione alle rimostranze dei cittadini, il cerchiobottismo con cui si finge di porvi rimedio, il lassismo con cui si tollera l’intollerabile, la gattopardesca finzione di rimedi che sono solo specchietto delle allodole».
Infine, un elenco di domande: «Perché si tollera che i locali sparino musica a palla fino a tardi o che continuino a vendere alcolici fino alle 4 del mattino? Fino a che si trova da bere, si beve, fino a che c’è musica, si può fare confusione. Perché è così difficile, signor sindaco, far rispettare l’ordinanza con cui si sancisce che a mezzanotte nei giorni feriali e all’1 nei prefestivi si chiude?».
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