Laura e quella vita a ostacoli tra disoccupazione e malattie
PISA. Non aveva avuto una vita facile, Laura Biancalana Nulli. La sua esistenza era stata una collezione di disavventure nelle quali lavoro e salute erano apparsi a corrente alternata. Per diversi...
PISA. Non aveva avuto una vita facile, Laura Biancalana Nulli. La sua esistenza era stata una collezione di disavventure nelle quali lavoro e salute erano apparsi a corrente alternata.
Per diversi anni aveva vissuto in via Taddei a Pisa, salvo poi trasferirsi a Buti dove la sorte non aveva invertito la sua china negativa. Disperata, senza lavoro, con una precarietà economica che non le dava una sicurezza neanche di tetto sulla testa, nel marzo 2009 si era rivolta al nostro giornale per lanciare un appello: «Datemi un lavoro, non so come mangiare».
A un passo dal ritrovarsi in mezzo a una strada, la donna era costretta a rivolgersi alla Caritas. «Ho fatto presente al Comune di Buti che non ho più da mangiare, e mi sono sentita rispondere che dipende tutto dalla pratiche, che solo mercoledì forse, potrò ricevere qualcosa dalla Caritas» aveva detto al nostro giornale. Messa da parte la dignità, la donna aveva reso pubblico il suo disagio mettendo in fila le sventure cui non riusciva più a far fronte. Niente casa, senza un lavoro, operata più volte per problemi di salute, dal 2007 viveva di sussidi pubblici.
«Ho passato un anno in una casa famiglia a Parrana San Martino - aveva raccontato al Tirreno - mentre adesso, da circa un mese, mi hanno piazzato in un affittacamere a Pontedera. Ma non ho un lavoro, non ho soldi, e quindi non ho nemmeno niente da mangiare». Avrebbe voluto lavorare nonostante la precarietà di una salute malferma.
«Dati i miei problemi fisici - ricordava - rientrerei anche nelle categorie protette, ma lavoro non se ne trova. All'ufficio del lavoro ci ho finito la strada, da sola come con l'assistente sociale, ma la risposta è sempre la solita: lavoro non ce n'è. Non chiedo molto. Sono due anni che mi sballottano da una parte all'altra e solo chiedo di potere vivere normalmente. Avendo tanti problemi di salute non riesco a farlo in maniera autonoma».
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