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«Rispetto delle leggi e della prefettura» La replica dei revisori

«Rispetto delle leggi e della prefettura» La replica dei revisori

PISA. «Non ho mai negato il diritto della prefettura di controllare per conto del ministero dell’Interno il rispetto del termine per l’approvazione del bilancio di previsione, ma va osservato che il...

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PISA. «Non ho mai negato il diritto della prefettura di controllare per conto del ministero dell’Interno il rispetto del termine per l’approvazione del bilancio di previsione, ma va osservato che il termine non scade il 31 dicembre 2015 ma il 31 marzo 2016, come disposto dal ministero con suo decreto in Gazzetta ufficiale già dall’ottobre scorso». Lo afferma in una nota il presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune di Pisa, Fabio Vergamini.

Il revisore ha voluto precisare la sua condotta dopo la posizione espressa dalla prefettura pisana nell’ambito delle polemiche esplose prima di Natale tra la parte politica e lo stesso collegio dei revisori che, anche nel corso di un’audizione in commissione consiliare, aveva denunciato «ingerenze indebite» riguardo al rilascio del parere sul bilancio di previsione dell’ente poi approvato il 30 dicembre.

«Se - puntualizza Vergamini - si approva la bozza di bilancio in giunta il 24 novembre, si dà ai revisori il 25 e si vuole portare in consiglio il 21 dicembre, dovendo dare termini di 10 giorni ai revisori e di 20 ai consiglieri, evidente che ciò (e non il lavoro del collegio) non risponde al principio del buon andamento dell’azione amministrativa: o lo si approva in giunta prima o si chiede e si concorda con gli uni o gli altri la rinuncia ai termini che spettano. Non ho mai inteso diffamare alcuno, tanto meno il prefetto, e ho sempre e solo espresso fatti, previsioni di legge e il parere mio e del collegio».

Vergamini replica poi all’assessore al bilancio Andrea Serfogli: «Ricordo a Serfogli che per il collegio rilasciare il parere al bilancio non è mai stato un dramma, ovviamente. Non sappiamo se lo è stato per lui visto che per sapere quando lo avremmo depositato è andato a parlarne con il capo di gabinetto del prefetto invece di chiederlo, per esempio, a me o al proprio segretario generale, alla quale il 30 novembre avevo risposto esprimendo la (ovvia) garanzia del deposito del parere entro i termini previsti. Mi auguro infine che questa querelle, che non è stata iniziata dal collegio, abbia termine e si ripristini al più presto un clima costruttivo e collaborativo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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