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Roan Johnson e la sua Pisa in Corea al Volare Festival

Roan Johnson e la sua Pisa in Corea al Volare Festival

PISA. «Andare a Seul? Magari! Son già troppo impegnato qui sul confine caldo, fra Livorno e Pisa». È impegnato come mai in questi giorni Roan Johnson, in un flusso creativo che dirama in ogni...

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PISA. «Andare a Seul? Magari! Son già troppo impegnato qui sul confine caldo, fra Livorno e Pisa».

È impegnato come mai in questi giorni Roan Johnson, in un flusso creativo che dirama in ogni direzione, fra la città toscana dov'è cresciuto e Roma. Eppure proprio la città della Torre, protagonista del suo film “Fino a qui tutto bene”, sfila in questi giorni al “Volare! Italian Film Festival” nella capitale della Corea del Sud. Un'occasione nella quale la Toscana segna una doppietta negli otto film scelti per rappresentare il cinema nostrano, fra i quali c'è anche il “Meraviglioso Boccaccio” dei fratelli Taviani.

«Capita sempre più spesso, fortunatamente, che le mie produzioni prendano vita propria e comincino a girare per il mondo senza che lo sappia – spiega il regista –. Qualche tempo fa mi chiamarono dall'Australia: lo avevano proiettato in una rassegna. Con “I primi della lista” eravamo andati in Sudafrica, a Los Angeles, San Francisco. Fa sempre piacere ricevere questi riconoscimenti, anche perché è davvero curioso il modo in cui il tuo film viene accolto in ambienti completamente diversi. Come regista assisti a queste cose con domande che si rinnovano, quasi si fosse ad una prima: rideranno? Non rideranno? Apprezzeranno il film?».

E di casi particolari ce ne sono stati. «Si va dalle risate “in differita” in Turchia, dove il film era in italiano con sottotitoli aggiunti a parte in turco mostruosamente fuori sincrono, fino alla bella ma spiazzante accoglienza che abbiamo ottenuto all'Avana – racconta –. “Fino a qui tutto bene” ha volutamente un finale aperto. Eravamo in questa vecchia sala enorme e tutta piena, da centinaia di posti, e sul finire del film c'è stato una sorta di boato, come a dire: “Finisce così?”. Segno che in molte parti del mondo c'è ancora l'abitudine ad un certo tipo di finale, che noi in Europa abbiamo un po' perso».

Al tempo stesso però si parla di universitari in una città, una storia in qualche modo universale. «Sì. E infatti questo è stato apprezzato molto, al punto che forse in Francia prossimamente ci sarà un remake – continua –. La storia di ragazzi fuori sede con le loro avventure è sicuramente qualcosa in grado di colpire in molti contesti. Penso anche al mondo anglosassone dove tutti i ragazzi hanno la cultura di andarsene a studiare altrove, anche quando nascono in una città universitaria».

E che dire di Pisa? Tornerà sotto i riflettori nel 2016?

«Con il film di quest'anno, “Piuma”, sono riuscito ad uscire un po' dalla Toscana. Ma con “I delitti del BarLume” tratti dai romanzi di Marco Malvaldi in realtà Pisa c'è già, l'abbiamo solo spostata un po' a sud! – scherza –. Siamo arrivati alla terza stagione. “Telefono senza fili” e “Azione e Reazione” andranno in onda l'11 ed il 18 gennaio. È tutto girato fra Marciana Marina e altra località dell’isola d'Elba, ma sono molti i pisani anche nel cast, da Atos Davini a Giacomo Cioni, ad altri. Abbiamo solo sconfinato un po'».

Nilo Di Modica

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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