Il Tirreno

Pisa

«Risultati frutto del lavoro di squadra»

di Emilio Chiorazzo
«Risultati frutto del lavoro di squadra»

Il Rettore Massimo Augello: siamo stati il primo ateneo d’Italia a percorrere la strada degli investimenti

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PISA. Un bilancio solido e proiettato verso politiche di espansione: il rettore dell’Università di Pisa, Massimo Augello, ne è più che soddisfatto. «Perché è il frutto di un lavoro di squadra – dice –. Non è certo merito di una sola persona, ma di un gruppo di prorettori di livello, con un senso istituzionale elevato. E degli organi istituzionali: il consiglio di amministrazione e il Senato accademico sono stati splendidi nel condividere le strategie. Su questa strada, chiunque fosse chiamato a questo compito otterrebbe grandi risultati. Anzi, anche migliori, perché tutto, per me, è migliorabile».

Strategie che partono da lontano.

«Abbiamo avuto, fin da subito, una attenzione fortissima e puntuale sulle questioni del bilancio. C’è stata una partenza nel segno della prudenza, ma erano i primi anni, era doverosa. Però, quando c’è stato il passaggio al bilancio economico-patrimoniale, Pisa - che è uno degli undici mega-atenei d’Italia - è stato l’unico a passare subito a questo bilancio. E unico, prima di altri atenei, in Italia, ad entrare nell’ottica di poter fare investimenti, anche di natura immobiliare. Lo abbiamo fatto appena acclarato che il bilancio ci consentiva di fare questo».

Avete avuto, dunque, il merito di leggere in anticipo i cambiamenti del futuro?

«I primi meriti vanno a chi capisce di bilancio. Poi, passati i primi due anni di gestione, abbiamo preso le misure e abbiamo intrapreso questa strada. D’altra parte lo insegniamo noi stessi, in Università: nei momenti di crisi si investe. È un atteggiamento che deve avere anche l’industria della cultura. Ecco, abbiamo applicato questo criterio».

E i risultati vi danno ragione: il bilancio ha un utile corposo, prevede una serie di investimenti che si realizzano e, soprattutto, prevede un numero di assunzioni senza precedenti.

«In cinque anni l’Università di Pisa ha assunto circa seicento docenti: in assoluto significa molto, soprattutto se facciamo un confronto con il passato. O se il confronto lo facciamo con le altre università».

Anche le assunzioni che sono previste per il 2016, numericamente sono senza precedenti.

«Abbiamo previsto assunzioni sia di personale tecnico che di docenti. Alcune di queste le avevamo deliberate nei mesi scorsi, con un concorso: matureranno nei prossimi mesi. A queste si aggiungono altri trenta punti budget. Se si pensa che ognuno di essi vale circa 120mila euro, si capisce di che portata è la manovra: siamo sull’ordine dei tre-quattro milioni di euro».

Tradotto in numeri quante assunzioni saranno previste?

«Solo di docenti ordinari saranno oltre un centinaio. Se parliamo di associati, si arriva anche a 150: ripeto, numeri che non hanno eguali, in un momento così difficile per l’economia».

E poi ci sono gli investimenti: cantieri avviati, altri previsti per il futuro prossimo.

«Decine di cantieri che ci consentono di essere motore di sviluppo: penso all’Orto Botanico e al Polo ex Salesiani da piazza Dante a via dei Mille, un campus urbano. Alcune di queste opere saranno fruibili anche dai prossimi giorni».

C’è un segreto in tutto questo percorso?

«No, è tutto legato al personale dell’Ateneo, del quale sono orgoglioso. Il mio progetto poggia sul senso di appartenenza, del quale vado fiero. Non è facile motivare persone che prestano la loro opera in cambio di stipendi bassi e farli sentire partecipi a un tragitto che diventa importante anche grazie a loro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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