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«Noi, i più sottopagati d’Europa»

«Noi, i più sottopagati d’Europa»

Il professor Bortolotti sull’inchiesta dei “Paperoni in camice bianco”

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PISA. Con oltre 127mila euro all’anno è l’ottavo medico più pagato dall’Azienda ospedaliero-universitaria pisana.

Si tratta del professor Uberto Bortolotti, responsabile del dipartimento di cardiochirurgia a Cisanello, il quale si dice sorpreso dal fatto di essere stato inserito tra i “Paperoni” della sanità locale nell’ambito di un’inchiesta pubblicata dal Tirreno.

«La prima cosa che va segnalata – afferma il professor Bortolotti – è che le cifre che vengono pubblicate sono cifre lorde e quindi, considerando il regime fiscale del nostro “bel Paese”, alla fine non ce ne rimane che circa la metà. Questo riguarda anche l'attività libero-professionale, che io purtroppo svolgo in misura molto modesta, sulla quale l'Azienda detrae alla fonte una discreta quota, mentre il resto viene mutilato da tasse statali e contributi Enpam.

Per tutti questi motivi è evidente che le cifre finali sono notevolmente inferiori a quelle pubblicate. Non si può non ricordare poi che i medici italiani sono i più sottopagati della comunità europea. Basta infatti andare poco oltre i nostri confini per verificare come, per esempio, un mio omologo con la stessa posizione guadagni il triplo del sottoscritto».

Bortolotti ricorda che nella sua attuale posizione ha la responsabilità clinica e gestionale di un reparto di alta specializzazione (la cardiochirurgia), che deve garantire un servizio 24 ore su 24 e 365 giorni all'anno. Il medico è inoltre professore ordinario dell’Università, con oltre 40 anni di anzianità, e naturalmente con compiti di didattica e di ricerca. «Tutto questo – aggiunge Bortolotti – credo di essermelo guadagnato con anni di studi, di attività anche a prezzo di grandi sacrifici. Nella mia attività assistenziale ho la responsabilità, assieme ai miei collaboratori, della vita dei pazienti che alla nostra struttura si rivolgono. Per questo il mio impegno quotidiano è ben superiore alle ore richieste per contratto, come si può facilmente desumere dai tabulati mensili; tutte queste ore in esubero non verranno mai retribuite e pertanto di fatto verranno regalate all'Azienda.

Sempre nella mia attività clinica – evidenzia – sono esposto quotidianamente al rischio di ricevere denunce per “malpractice” per cui devo pagarmi una assicurazione aggiuntiva piuttosto onerosa. Se penso poi che un deputato appena eletto, anche se in Parlamento non si fa mai vedere, percepisce uno stipendio 3-4 volte superiore al mio, viaggia e mangia praticamente gratis, dopo una legislatura anche breve avrà un vitalizio, manterrà i suoi privilegi per tutta la vita e l'unico rischio che corre è quello di non essere rieletto, e che perfino il barbiere della Camera dei Deputati guadagna più di me; per non parlare poi di calciatori, cantanti, presentatori e attori vari che svolgono attività certamente meno utili per la società e sicuramente meno stressanti. Credo quindi che si possa dire che in questo paese non sono certamente i medici quelli privilegiati».

Il responsabile del dipartimento di cardiochirurgia si dice però anche d'accordo sul fatto che può essere immorale lamentarsi in un momento come questo con molte persone che hanno stipendi ridicoli o addirittura hanno perso il lavoro. «Questo d'altra parte – chiarisce il professor Uberto Bortolotti – non deve far dimenticare che i medici non rappresentano certamente una casta. Le caste sono ben altre in questo paese; sono quelle di coloro che anche in un momento di grande crisi non rinunciano a tagli e ad assurdi privilegi acquisiti senza alcun merito. Infine, sarebbe anche interessante ogni tanto veder pubblicate le remunerazioni non solo dei medici ma anche dei dirigenti aziendali e del personale amministrativo responsabile di unità operative. Avremmo certamente delle sorprese.Purtroppo, però, nonostante tutto questo, nell'immaginario collettivo i medici continuano ad essere considerati come dei “Paperoni”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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