Il Tirreno

Pisa

Freccia lanciata a 390 sotto una guida pisana

di Francesco Loi
Freccia lanciata a 390 sotto una guida pisana

I test coordinati dall’ex consigliere comunale Zappacosta

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PISA. Un treno lanciato a 389,5 chilometri all’ora. E’ la nuova frontiera dell’alta velocità in Italia. Dietro ci sono anche mani pisane. «La soddisfazione è tanta, dopo molte notti passate sul convoglio tra emozioni forti e pressioni», dice Carmine Zappacosta, alla guida della squadra della società Italcertifer incaricata delle prove e della certificazione. Zappacosta, pisano d’adozione, già consigliere comunale, ora responsabile infrastrutture e mobilità del Pd regionale, è un ingegnere elettrico che si è laureato all’Università di Pisa («sono anche un ex ricercatore precario», sottolinea).

Il record - vetta di velocità per un treno specifico per tale obiettivo - è stato raggiunto (di notte) sulla tratta Milano-Torino, su un Freccia Rossa 1000 prototipo numero 3 progettato e costruito da Bombardier ed Ansaldo Breda. Per rendere l’idea, un mezzo con queste caratteristiche ha un costo di 40 milioni di euro. E' lo stesso treno che già circola da mesi sul circuito italiano dopo la corsa inaugurale con a bordo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Scopo della campagna di prove è quello di ottenere dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria l’autorizzazione alla messa in servizio per una velocità massima di 350 chilometri orari: da qui, come da normativa, aver spinto il convoglio fino a 389,5 km/h (ma sono stati toccati anche i 390). L’autorizzazione sarà valida anche per altri Paesi europei e sarà la prima nel suo genere per questa soglia di velocità.

«Le prime prove - racconta Zappacosta - sono iniziate a fine ottobre, dopo una preparazione tecnica e regolamentare durata alcuni mesi». Le notti di lunedì e giovedì, per un mese, sono state lunghe. Prima riunione alle 19, partenza del treno alle 24 da Milano Certosa e poi, per tre volte consecutive, avanti-indietro con Torino (fino a poco prima della stazione di Torino Stura): a proposito di record, i 110 chilometri del tragitto sono stati percorsi in appena 23 minuti.

I Freccia Rossa circolano già oggi a 300 all’ora sulle tratte Bologna-Milano e Roma-Napoli, oltre che sulla Milano-Torino. Questo significa che prima sono state fatte prove fino a 330 km/h. Per giungere ai 389,5 sono stati eseguiti test progressivi per arrivare poi fino a quel limite. «Il treno è stato zavorrato caricandolo di sacchi di sabbia - riprende Zappacosta - per raggiungere il 120% del suo peso».

A bordo tutta una serie di laboratori attrezzati con computer e software dedicati, più specifici equipaggiamenti studiati per monitorare le condizioni di marcia e tutti i parametri relativi alla sicurezza, a cominciare da forze ed accelerazioni. Poi il laboratorio elettrico, il laboratorio freno ed altri.

Questo sul convoglio. A terra invece, con la collaborazione del Politecnico di Milano, un gruppo di tecnici è stato impiegato per la verifica dei ponti attraversati dal Freccia Rossa, delle barriere antirumore e dei pali, con puntuale controllo delle vibrazioni e delle sollecitazioni meccaniche ed aerodinamiche che devono essere sopportate dalle strutture quando un treno passa a queste velocità. Nelle carte gli studi e le analisi del rischio predisposte prima di lanciare il super treno.

In tutto uno staff di circa settanta persone operative tra bordo e terra, coordinato da Zappacosta per conto di Italcertifer, società per azioni di cui fanno parte per oltre il 55% Fs Holding Spa, ma anche l’Università di Pisa (8,33%).

Prossimi passaggi perché il Freccia Rossa 1.000 possa entrare in servizio sulla rete ferroviaria a queste velocità record? «Ora - dice Zappacosta - dovranno essere effettuati i test su tutti i sottosistemi, ma contiamo di giungere ad ottenere l’autorizzazione alla messa in servizio del treno alla velocità commerciale di 350 km/ora entro sei mesi. Ulteriore passaggio essenziale sarà quello di Rfi, responsabile dell’infrastruttura, che dovrà a sua volta ottenere un’equivalente autorizzazione per la linea, con tutto ciò che comporta a livello di impegni ed oneri di manutenzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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