Montemagno torna a splendere
Rifatte le vie delle Fonti e del Poggio, nel cuore della frazione: nel 2016 sarà asfaltata via Eugenio III
CALCI. È in atto la valorizzazione di Montemagno, importante frazione della Valgraziosa, carica di storia e di tradizioni. Il borgo collinare, poco più di cinquecento persone, sta tornando a nuova vita nelle strade, nei vicoli angusti, nella piccola piazza all’ingresso del paese che ora ospita le sculture di due fratelli, Renato e Settimo Andreoni, che qui hanno avuto i natali.
Ieri per Montemagno è stato il giorno più lungo. Le autorità, il sindaco Massimiliano Ghimenti in testa, accompagnato dall’assessore Giovanni Sandroni (più tardi si sono aggiunti Valentina Ricotta e Annachiara Galotta) hanno proceduto alla presentazione delle opere da poco ultimate.
Ecco la nuova via delle Fonti (130 metri) e via del Poggio (30 metri), proprio nel cuore della pittoresca località immersa nell’abbraccio verde degli oliveti. Le due arterie, incastonate tra antichi edifici, muretti a secco, archi e scalinate, si fanno ammirare nelle serie di curve mozzafiato. In terra è stato steso il cemento architettonico di sicuro effetto cromatico, lo stesso tipo che è nelle strade che immettono alla Certosa. Colmati i poggi e ripianate le buche, spariti in superficie gli antiestetici tubi, grazie alla fattiva collaborazione della società Acque.
Il sindaco ha spiegato che il costo si aggira sui 23mila euro. In proiezione futura, forse nel 2016, è prevista l’asfaltatura di via Eugenio III, giù dal parcheggio fino alla chiesa, che sembra proteggere le case abbarbicate sulla collina.
Non lontano Villa Casini, meta il secolo scorso di personaggi illustri, basti citare Giovanni Tadini e Ardengo Soffici. Si dice che i cipressi fossero stati piantati da Gabriele D’Annunzio negli intervalli del suo soggiorno a Marina di Pisa.
«Ci ha spinto l’amore per Montemagno – ha detto Ghimenti guidandoci in una passeggiata molto affascinante – la qualificazione figura fra gli obiettivi prioritari. I risultati si cominciano a vedere nell’apprezzamento anche dei numerosi ospiti, richiamati da tanta bellezza. Non a caso dei 40 bed & breakfast di Calci, quasi una decina sono sorti qui».
Fa eco Giovanni Sandroni: «È stato posto in sicurezza l’intero borgo grazie all’opera di regimazione delle acque, d’intesa con la Provincia, con il nuovo assetto idrogeologico in località San Martino».
Momento molto significativo il ricordo dei fratelli Andreoni, due personaggi incredibili, provvisti di grande genialità, che ha spaziato tra scrittura, pittura e poesia. Renato è morto nel 2010, Settimo tre anni più tardi. Entrambi, amanti della natura, non hanno mai cessato di scolpire la roccia. I familiari, come ha spiegato il cugino Luigi Armani, hanno deciso di donare le opere. Benedetto Gatti, del gruppo culturale, ha testimoniato la volontà di valorizzare ulteriormente il paese arricchendolo con le sculture dei fratelli Andreoni che si trovano anche in proprietà private. A loro ha dedicato un bellissimo racconto del suo libro "Il cappello di giaguaro" la scrittrice Marina Sacchelli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
