Rifiuti, s’allarga (e costa) la raccolta porta a porta
Il 30 novembre il via per 12mila famiglie, le bollette s’impennano del 10%. Il servizio si estende a Cisanello, Pisanova, Pratale, Don Bosco, San Michele e le Piagge
PISA. È l’unica strada verso la modernizzazione dei processi ecologici e l’unica strategia vera per raggiungere l’equità tariffaria, ma anche in questo caso i costi del porta a porta rimbalzeranno nelle tasche dei pisani con un aumento delle bollette del 10 per cento. Almeno «è la stima dell’incremento medio che abbiamo consegnato noi al Comune - spiega Paolo Marconcini, il presidente di Geofor - ma sarà l’amministrazione a dover stabilire eventuali detrazioni o agevolazioni per gli utenti come fatto l’anno scorso». Come l’anno scorso, il rincaro serve proprio a finanziare le spese di attivazione del nuovo sistema di raccolta a nuovi quartieri. Solo «una volta esteso a tutta la città potremo fermarci».
I quartieri. La rivoluzione da stamani infatti si allarga. Il porta a porta, dopo essere entrato in funzione in alcuni quartieri fuori dalle mura, raggiunge altre zone: il nuovo servizio infatti scatta a Pisanova, Cisanello, Pratale, San Michele, Don Bosco e le Piagge. Un’onda green che costringerà a nuove abitudini 11.782 famiglie (circa 30mila abitanti) e 856 attività economiche. Obiettivo: far balzare la differenziata da uno scarno e insufficiente (lo dicono le regole europee) 40% ad almeno il 65%.
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Un periodo di assestamento. Ma la rivoluzione non sarà violenta. «Abbiamo consegnato a quasi tutte le famiglie il kit di bidoncini e il materiale informativo - dice Marconcini -. Partiamo con il porta a porta ma almeno fino alla Befana manterremo i cassonetti per abituare gradualmente i cittadini al servizio».
Ma come funziona? Il servizio di raccolta domiciliare consiste nella raccolta separata delle frazioni: “carta e cartone”, “multimateriale”, “rifiuto biodegradabile di cucina” (detto anche umido o organico), rifiuto indifferenziato. La raccolta va svolta attraverso contenitori assegnati a ciascuna utenza domestica e non domestica (commerciali, uffici, scuole, altre utenze produttive). I bidoncini andranno esposti sulla strada secondo un calendario preciso e unicamente della frazione prevista per quel giorno, entro le ore 6 del giorno stesso. Dovranno poi essere ritirati entro le 21 della giornata nella quale è svolto il servizio. Guai a sbagliare: sono previste multe da 25 a 500 euro. Ma tutto comunque dopo le vacanze di Natale, quando via via spariranno dalle strade i vecchi cassonetti.
I vantaggi. Dove realizzato, il porta a porta ha già registrato ottimi risultati. Ed è fondamentale, anche per evitare che le tariffe continuino a gonfiarsi. Oggi una bolletta media calcolata per un appartamento di 100 metri quadrati vale circa 400 euro annui, e negli ultimi cinque anni è aumentata quasi del 50%. E se è vero che il passaggio al porta a porta, fino al 2017, produrrà ancora rincari, è certo che alzare i livelli di differenziata è l’unico modo per tentare di applicare le cosiddette “bollette intelligenti”, calibrate sulla produzione effettiva dei rifiuti.
Gli aumenti in tariffa. Avere bassi livelli di differenziata costringe i gestori ad alzare le tariffe per coprire i costi di smaltimento in discarica. Ma gli aumenti necessari a coprire i costi del nuovo servizio non saranno indiscriminati. A Palazzo Gambacorti, l’assessore Andrea Serfogli fra pochi giorni consegnerà le nuove tariffe, e assicura di voler agevolare le famiglie e incidere di più sulle utenze non domestiche.
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