Il presidio
«Così ho messo in fuga il bandito col coltello»
Il tabaccaio Poli racconta la rapina fallita: ho preso un bastone
PISA. «Ero appena andato in un’altra stanza del negozio quando ho visto quel tipo che allungava le mani sulla cassa. “Che stai facendo? Vattene” gli ho gridato. Lui allora mi ha puntato un coltello».
Vincenzo Poli è il titolare della tabaccheria sulla via Fiorentina che sabato sera è riuscito a mettere in fuga un rapinatore.
Non ci sono stati contatti, né violenze fisiche nel tentativo di prendere l’incasso dell’attività commerciale da parte del bandito solitario che ha atteso l’uscita dell’ultimo cliente prima di fare irruzione.
A dispetto dell’età avanzata, il coraggio non fa difetto a Poli che con la moglie Lorisa Deri e la figlia Anna Maria gestisce il punto vendita di tabacchi e ricevitoria da tantissimi anni. «Posso piangere per una persona che sta male, ma quando assisto a certe prevaricazioni mi prendono i cinque minuti» chiosa il commerciante sapendo bene a cosa può andare incontro. E così ha avuto una reazione tutt’altro che remissiva verso il bandito, armato con una lama.
Il malvivente era vestito casual con un berretto calato sul viso. Era giovane e italiano.
«Non mi ha dato l’idea di essere particolarmente aggressivo – prosegue Poli –. Aveva un coltello, di quelli usati in cucina. “I soldi, i soldi” mi urlava dopo che lo avevo scoperto dietro al bancone».
L’episodio è avvenuto in pochi secondi intorno alle 20,15. Poli ha servito l’ultimo cliente e si è diretto nella stanza della ricevitoria. Il bandito è entrato e si è portato subito alla cassa dietro al banco. In quel frangente il tabaccaio si è accorto dell’ingresso improvviso ed è tornato indietro.
«L’ho visto che cercava di aprire il registratore di cassa – racconta –. Non c’è riuscito. Allora ha iniziato a gridare che voleva i soldi. “Te li do, aspetta” gli ho risposto. Sono andato in un angolo del negozio e ho preso un bastone. Lui ha tirato fuori il coltello. Ci siamo avvicinati anche se non c’è stato alcun contatto. Gli ho mostrato il bastone dicendogli che se ne doveva andare. Me l’ha afferrato togliendomelo di mano. È stato brusco, ma non è andato oltre. A quel punto ha capito che non avrebbe preso un euro ed è fuggito andando verso Pisa. Tutto sarà durato neanche un minuto».
Sul posto è arrivata la polizia e a breve gli investigatori potranno avere anche le immagini del sistema di videosorveglianza interno.
Una telecamera è puntata proprio tra l’ingresso e lo spazio davanti al bancone dove si è svolto l’incontro tra il tabaccaio e l’aspirante rapinatore fuggito senza bottino.
«È la seconda volta che mi capita di vivere un’esperienza del genere – riflette ad alta voce Poli –. Siamo stati rapinati anche da quel dominicano (Nerry Orlando Torres, 35 anni, 6 colpi contestati tra farmacie e tabaccherie, condannato a 5 anni, ndr) al quale dissi impugnando una bottiglia “Se non te ne vai te la spacco in testa”. Non reagì e nessuno si fece male. Non si contano poi le persone che rubacchiano all’interno del negozio. Da tempo ormai la nostra è una professione a rischio».
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