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Pisa

Rebeldìa e africa insieme

«Il degrado in zona Stazione? Troppi immobili inutilizzati»

PISA. Le scelte fatte dall’amministrazione non aiutano a scalfire la percezione negativa che i cittadini hanno del quartiere della stazione. «Bisognerebbe, piuttosto, partire dalla riqualificazione...

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PISA. Le scelte fatte dall’amministrazione non aiutano a scalfire la percezione negativa che i cittadini hanno del quartiere della stazione. «Bisognerebbe, piuttosto, partire dalla riqualificazione degli spazi utili». È questo il parere dei rappresentanti di Progetto Rebeldìa e dell’associazione Africa Insieme.

Ad essere criticata è, in particolare, una delibera del 9 ottobre scorso, in cui «la giunta comunale individuava le criticità del quartiere nella presenza di esercizi gestiti principalmente da cittadini stranieri e nello stesso numero significativo di questi ultimi – ha spiegato Serena Fondelli di Rebeldìa – accostandoli banalmente a spaccio, ubriachezza molesta, abusivismo commerciale, furti e presenza di senzatetto». Questi, come si legge nella delibera, sono alcuni degli aspetti che destano nei cittadini una percezione di insicurezza nei luoghi della stazione e nelle zone limitrofe, ai quali l’amministrazione forniva come soluzioni un potenziamento del sistema di vigilanza, in particolare attraverso un presidio fisso della Polizia di Stato e benefici fiscali ai privati per la “riqualificazione degli spazi privati a uso pubblico”.

Una linea d’azione che i membri delle due associazioni reputano discutibile, considerandone sbagliati i presupposti. «Vi sono altri fattori che contribuiscono all’avanzamento del degrado in una certa zona», ha continuato Fondelli, riferendosi soprattutto alla situazione urbanistica della zona. «Abbiamo organizzato una passeggiata con i cittadini e abbiamo notato che questo quartiere è pieno di case vuote». Il riferimento è ai 54 appartamenti disabitati di palazzo Pampana, quasi di fronte alla stazione, allo stabilimento dell’ex Piaggio su via Vespucci, abbandonato, così come lo sono l’ex annona della polizia municipale e l’ex palazzo delle Poste. Tutti spazi che le associazioni propongono di riutilizzare a scopi culturali e sociali, per contrastare l’idea di marginalità che la zona ha assunto: al loro posto, dunque, non nuovi esercizi commerciali ma ludoteche, biblioteche popolari e luoghi di aggregazione per adulti e bambini.

Enza Chiappone

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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