Il Tirreno

Pisa

Sapienza, nove mesi per la riapertura

di Francesco Loi
Sapienza, nove mesi per la riapertura

Firmato il contratto con le imprese che eseguiranno i lavori

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PISA. Ci sarebbe persino una data precisa: 28 agosto 2016. Quello che inizierà dai primi di dicembre, per 278 giorni consecutivi, sarà un cantiere-sprint per consentire recupero e riapertura del palazzo della Sapienza, chiuso ormai dal maggio di tre anni fa dopo il terremoto in Emilia. Nella Sala dei Mappamondi del Rettorato è stato sottoscritto il contratto per i lavori di restauro, passaggio fondamentale per l’avvio delle opere di cantierizzazione. E per dare ulteriori certezze sulla fine di una chiusura che rappresenta una ferita per la città, oltre che un macigno per le attività commerciali della zona di piazza Dante e dintorni.

Cantiere e costi. I lavori di adeguamento, consolidamento e riorganizzazione funzionale del palazzo della Sapienza dureranno contrattualmente 278 giorni consecutivi dalla data di consegna. Il quadro economico complessivo approvato dal consiglio di amministrazione dell’Ateneo nell’aprile scorso è pari a 13 milioni e 660.000 euro, comprensivo dei diversi interventi già conclusi nell’immobile, come gli scavi archeologici prescritti dalla Sovrintendenza archeologica, e delle spese accessorie. I costi sono così ripartiti: 3 milioni il contributo della Fondazione Pisa, 3 milioni dalla Regione (dopo la vendita delle azioni Sat-Galilei), 1,7 milioni dal ministero dei Beni culturali, 1,2 milioni dal ministero dell’Istruzione e il resto (4 milioni e 760.000 euro) a carico dell’Università.

Obiettivi. «Questo è un momento significativo per tutta la città», ha detto il rettore Massimo Augello, affiancato per l’Ateneo dal prorettore all’edilizia Sandro Paci, dal responsabile del settore edilizia Stefano Suin e dall’ing. Simona Burchi. «Un traguardo per niente scontato e un cronoprogramma ora da seguire a vantaggio del quartiere», le considerazioni dell’assessore comunale ai lavori pubblici Andrea Serfogli. Alla conferenza nel palazzo del rettorato c’erano anche il vicepresidente della Fondazione Pisa, Mauro Ciampa, e la direttrice della Biblioteca universitaria (Bup), Angela Marseglia. La quale ha assicurato «l’impegno a contenere i disagi per gli utenti della biblioteca durante i lavori alla Sapienza, consapevoli che alla fine avremo spazi più confortevoli». Non si tratterà di un impegno da poco, visto che, seppur in fasi distinte, sarà necessario muovere e trovare sistemazione a 7.000 metri lineari di volumi. In programmazione, da parte del Mibact, uno stanziamento di 2 milioni a favore della riorganizzazione e delle attività della Bup.

Lavori. Il contratto è stato sottoscritto dai vertici delle aziende che si sono aggiudicate i lavori: l’amministratore unico e legale rappresentante di Brc Spa (società capogruppo del raggruppamento temporaneo di impresa) Lorenzo Romis e il legale rappresentante di Aspera Spa, società mandante, Alex Alì Carlo Amirfeiz. Gli interventi nel palazzo della Sapienza riguarderanno il consolidamento di tutte le componenti (fondazioni, solai, volte, coperture), oltre all’adeguamento dell’impiantistica. Contestualmente è prevista la riorganizzazione funzionale, compresa l’unificazione delle varie biblioteche umanistiche. Di fatto, i lavori costeranno 700.000 euro al mese. Saranno impegnati costantemente 50-60 operai, con turni anche di notte. «Alle due società vincitrici - ha detto il rettore - abbiamo chiesto di gestire al meglio l’andamento dei lavori, ricordando loro che la Sapienza è il simbolo dell’Università e anche di Pisa».

Scavi archeologici. Alla fine di ottobre si sono conclusi gli scavi di carattere archeologico, arrivati ad una profondità di circa un metro e mezzo. «Sono emersi - ha spiegato il prorettore Paci - resti di case torri medievali e una parte resterà in evidenza. Tutti i materiali sono stati consegnati alla Sovrintendenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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