Ha ancora dentro 200 pallini: «Arrabbiata? No, rassegnata»
PISA. «Che devo dire, ormai è tutto inutile...». Ombretta Cordoni, la cassiera pisana del Penny che si è presa una fucilata nell’addome dal rapinatore del supermarket, non ha voglia di commentare la...
PISA. «Che devo dire, ormai è tutto inutile...». Ombretta Cordoni, la cassiera pisana del Penny che si è presa una fucilata nell’addome dal rapinatore del supermarket, non ha voglia di commentare la notizia dell’assoluzione dell’unico sospettato. Eppure lei, che porta ancora dentro di sè 200 pallini di piombo regalatigli della fucilata a brucia pelo, sarebbe stata felice di vedere il colpevole in prigione. La signora Cordoni, 61 anni, sta ancora cercando di rimuovere dalla sua testa gli attimi di quella sera del 29 maggio 2014, quando un uomo dal volto travisato e armato di fucile le sussurrò all’orecchio: «Se urli ti ammazzo». Poi, prima di fuggire, le rivolse contro l’arma e fece fuoco: una fiammata, un pugno di piombo nello stomaco. E poi il sangue. Tanto sangue.
Per non rivivere quello choc, la commessa ha preferito non presentarsi in aula: «La polizia ce l’aveva chiesto – racconta il marito Aldo Costantini – Ma Ombretta ha preferito non andarci. Ci avevano assicurato che c’erano altri 2-3 testimoni che avevano riconosciuto il rapinatore. Insomma, eravamo tranquilli e speravamo in un esito diverso. Ora che le devo dire? Io non so se sia stato lui al 100%, ma in ogni caso non mi sorprendo. In Italia le cose vanno così: se ti entrano in casa e ti difendi rischi di finire in carcere, se invece ti sparano mentre sei al lavoro non succede niente. È un mondo alla rovescia...».
Dopo diverse operazioni Ombretta è tornata a una vita (quasi) normale, ma quei pallini di piombo sono ancora lì, dentro di lei: «I medici dicono che è meglio non toglierli: servirebbero troppe incisioni – conclude il marito – Indennizzi? Solo l’assegno dell’Inail per gli infortuni sul lavoro, nient’altro. Non ci siamo costituiti parte civile perché l’indiziato era nulla tenente e l’avvocato parlò chiaro: si rischiano solo delle spese. Deluso? Direi rassegnato, ormai l’Italia è questa».
Gianni Parrini
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