Il Tirreno

Pisa

Carambola fatale per un volontario

di Pietro Barghigiani
Carambola fatale per un volontario

Senza scampo l’urto con un’auto che stava svoltando

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PISA. È stato un attimo. Una frazione di secondo e quello che era stata una delle colonne di un’associazione di volontariato in un amen diventa una persona da piangere. In uno schianto scooter-auto, che non gli ha lasciato scampo, ha perso la vita intorno alle 14,30 Antonio Lorenzini, 59 anni compiuti il 22 settembre, di Pisa, ex dipendente della Scuola Normale e storico responsabile della Protezione civile della Pubblica Assistenza. Era sposato e aveva una figlia.

L’amico da soccorrere. Sono stati proprio i volontari dell’associazione di via Bargagna a intervenire con il medico inviato dal 118 in via Fiorentina in località alla Cella, all’altezza del supermercato Tuodì. Un’auto con il cofano danneggiato e il paraurti sbriciolato. A un paio di metri uno scooter decomposto. E poco distante, a chiusura di un triangolo mortale, un corpo esanime sull’asfalto. La scena di un incidente si è trasformata in un dramma personale per i volontari della Pubblica quando hanno visto chi era la persona da soccorrere. C’era poco da fare. Sono rimaste le lacrime degli amici di Antonio, che per qualche anno aveva fatto anche il soccorritore sanitario, a bagnare di commozione una tragedia che ha colpito al cuore l’associazione e il mondo del volontariato non solo pisano, ma anche provinciale.

La dinamica. Da quello che è stato possibile acquisire con le dichiarazioni dell’automobilista e dalla dinamica ricostruita dalla polizia municipale, Lorenzini stava percorrendo la via Fiorentina in direzione di Cascina. Arrivato davanti al complesso che ospita Tuodì e una palestra ha urtato contro il cofano di una Hyundai i20 condotta da Elena Bonsignori, 31 anni, di Pontedera, diretta verso Pisa. La giovane stava svoltando nel parcheggio quando è avvenuta la collisione. Sull’asfalto non ci sono segni di frenate dei due veicoli. L’urto ha provocato una carambola mortale per il pensionato con un trauma cranico devastante che il casco non ha potuto attenuare. Il decesso è stato quasi immediato.

I soccorsi. Dalla centrale operativa del 118 è stata inviata l’auto medica e un’ambulanza della Pubblica Assistenza. Pochi minuti e lo strazio dei volontari si è materializzato con il riconoscimento del corpo. Inutile tentare rianimazioni. Per un paio d’ore la strada è stata interrotta in entrambi i sensi di marcia. Chiamata dagli amici sul posto è arrivata anche la moglie di Antonio, sorretta nella sua disperazione dai volontari della Pubblica Assistenza.

Le indagini. È un atto dovuto l’iscrizione sul registro degli indagati per omicidio colposo dell’automobilista al volante della Hyundai sequestrata, insieme con lo scooter, dai vigili urbani. Il sostituto procuratore di turno Flavia Alemi ha disposto la rimozione e il trasferimento della salma all’istituto di medicina legale. Stamani verrà valutata la necessità di un’eventuale autopsia.

Lavoro e volontariato. Lorenzini, sposato con Laura e padre di Giulia, era in pensione da un anno. Per trent’anni aveva lavorato alla Scuola Normale dove aveva ricoperto vari incarichi di profilo tecnico amministrativo, svolgendo negli ultimi anni la mansione di autista e «contraddistinguendosi sempre per l'impegno, la competenza, la disponibilità con cui interpretava il suo ruolo» fanno sapere da Piazza dei Cavalieri. Dopo aver contribuito a far nascere la Protezione civile e l’antincendio boschivo alla Pubblica Assistenza, da circa 3 anni aveva lasciato l’incarico che era passato a Michele Torrini, sottufficiale della Marina Militare. Ieri era sul luogo dell’incidente: «Antonio era una persona straordinaria che si faceva carico di tutto». Aggiunge un altro amico e volontario, Marco Pardini: «È stato una colonna dell’associazione, una persona splendida».

Pubblica Assistenza. La Pubblica Assistenza si unisce al dolore della famiglia di Antonio che «con la sua lunga militanza nell'associazione, è sempre stato in prima linea per dare una mano a tutti quelli che ne avevano bisogno, in occasioni di calamità, contribuendo a formare ed a far crescere centinaia di volontari che insieme a lui hanno prestato la loro opera nell'associazione. Ciao Antonio, il tuo impegno e la tua dedizione saranno sempre di esempio per noi e il ricordo di te rimarrà indelebile nei nostri cuori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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