Il presidio
Quinta ma ultima proroga al Museo delle Sinopie
Il cantiere doveva terminare lunedì, invece i lavori potranno proseguire fino al 28 febbraio. A marzo sarà quindi affrontata la “questione bancarelle”
PISA. Una nuova proroga ai lavori al Museo delle Sinopie. L’Azienda Ospedaliera ha infatti inviato la richiesta al Comune di allungare al prossimo 28 febbraio il permesso per il cantiere che sarebbe scaduto lunedì. Con questa nuova proroga, la quinta in totale, la durata dell’intervento di restauro della facciata si allungherà a ventotto mesi complessivi rispetto ai 12 stimati all'inizio. Ma questa volta, pare, che si tratti davvero dell’ultima proroga. La Soprintendenza, dopo un ulteriore sopralluogo, ha definito ed approvato gli interventi conclusivi del restauro. A marzo, quindi, il ponteggio sarà rimosso e tutti potranno ammirare la facciata del Museo delle Sinopie rimessa a nuovo.
A quel punto ci sarà da affrontare la questione delle bancarelle adesso in piazza Manin. Ma rispetto al 2012, data della prima ordinanza di trasferimento delle bancarelle da piazza dei Miracoli, alcune cose sono cambiate, a cominciare dall’approvazione del decreto del ministro Franceschini (l’Art Bonus); in particolare di quella parte che permette di vietare il commercio ambulante per il decoro e la salvaguardia delle aree monumentali. Decreto che aveva subìto uno stop parziale da parte della Consulta ma che, per quanto riguarda piazza dei Miracoli, è stato ripristinato da un protocollo di intesa tra Regione, Comune e Soprintendenza. Protocollo che per la prima volta mette nero su bianco l'eventualità che gli ambulanti non possano rientrare in piazza dei Miracoli proprio in virtù del decreto Franceschini. Eventualità che dovrà essere analizzata dal “Comitato interistituzionale per il decoro”, previsto dal protocollo stesso, costituito proprio per individuare (entro marzo 2016) “le aree nelle quali sono da considerarsi vietati gli usi e le attività non compatibili con la loro tutela e valorizzazione, e le aree nelle quali sono consentite a condizioni particolari determinate attività e comunque assicurandone il decoro mediante specifiche prescrizioni”.
I risultati del Comitato saranno poi recepiti dai singoli enti, ognuno per le proprie competenze: dal rilascio di nuove autorizzazioni delle attività commerciali agli atti di pianificazione urbanistica, dalla revoca delle concessioni di suolo pubblico non più compatibili con il patrimonio culturale, fino al trasferimento delle attività in una collocazione alternativa potenzialmente equivalente. «Questa ennesima proroga non ci sorprende affatto – commenta Gianmarco Boni, presidente del consorzio dei bancarellai –. Il fatto che poi coincida con il mese di marzo in cui verranno prese le decisioni sul nostro futuro, non ci pare casuale. Crediamo che anche la città debba riflettere su un cantiere di quasi due anni e mezzo che non paga il suolo pubblico. Comunque siamo pronti ad utilizzare questi altri tre mesi per parlare del nostro futuro con il Comune, che non può più sottrarsi al confronto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
