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«La nostra provocazione serve a parlare del problema»

PISA. «Sulla questione della degenerazione della movida, così come su altre vicende della vita cittadina, siamo abituati a sporcarci le mani. E ribadiamo come la provocazione della chiusura notturna...

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PISA. «Sulla questione della degenerazione della movida, così come su altre vicende della vita cittadina, siamo abituati a sporcarci le mani. E ribadiamo come la provocazione della chiusura notturna di piazza dei Cavalieri abbia contribuito a smuovere una situazione che ci pareva avvitarsi su se stessa». È il direttore di Confesercenti Toscana Nord Marco Sbrana a riprendere il dibattito sulla movida.«Provocazione o no – dice ancora -, il risultato è stato che finalmente la questione di piazza dei Cavalieri è uscita allo scoperto con forza, e non solo il giorno dopo un’ordinaria notte di degrado. Un dibattito in cui, per la prima volta, abbiamo sentito voci illustri. A noi pare scontato che le degenerazioni, a cominciare dalla vendita abusiva di alcolici, si combattano col rispetto delle leggi. Questo in un mondo in cui una pattuglia delle forze dell’ordine, possa tranquillamente entrare la sera in piazza dei Cavalieri e sanzionare chi non rispetta la legge. Ma non è la realtà della nostra città, a partire dal fatto che le pattuglie per il servizio notturno sono ridotte al lumicino. Continuare ad affermare che occorrono i controlli è una bella frase. Giusta e condivisibile, ma che non può essere messa in pratica con gli attuali organici. Quindi qualcuno ha un’altra soluzione per evitare questa deriva? O dobbiamo continuare a chiedere invano controlli, e intanto lasciare piazza dei Cavalieri in mano ai vandali? Facile pensare di risolvere il problema con la limitazione degli orari dei pubblici esercizi o innalzando il costo delle consumazioni. Abbiamo lanciato un macigno nello stagno».

Sbrana torna sugli organici delle forze dell’ordine. «La coperta della sicurezza a Pisa è corta, cortissima. L’esempio è di queste ore con la Torre super presidiata per l’allarme terrorismo. Emblematica quindi l’immagine delle pattuglie che circolano per la piazza affiancati dai venditori abusivi. Il sindaco Filippeschi, al quale ribadiamo il nostro sostegno, continua a lanciare appelli al ministro Alfano per nuovi organici sempre inascoltati. Forse chiudere una piazza come quella dei Cavalieri, conosciuta nel mondo, può essere una scossa anche alle stanze romane».

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