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Pisa

Galilei, dipendenti in agitazione esternalizzati i primi servizi

di Danilo Renzullo
Galilei, dipendenti in agitazione esternalizzati i primi servizi

Toscana Aeroporti ha deciso di affidare con una gara europea le operazioni di stivaggio dei bagagli Una decina di lavoratori saranno ricollocati in altri settori. Rottura dei sindacati: operazione ingiusta

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PISA. Toscana Aeroporti esternalizza il servizio di stivaggio bagagli, i sindacati rispondono con lo stato di agitazione.

È rottura tra la società che gestisce gli aeroporti di Pisa e Firenze e le organizzazioni sindacali, che si dicono pronte a dare battaglia sulla decisione «unilaterale» assunta da Toscana Aeroporti di affidare ad una società esterna - probabilmente tramite una gara europea - il servizio di carico e scarico dei bagagli. Il primo passo è stata la proclamazione dello stato di agitazione, che segue la decisione già assunta la scorsa settimana dalle organizzazioni sindacali di Firenze, il secondo sarà la richiesta di unificare le due vertenze per «alzare ed ampliare il livello della mobilitazione».

La manovra è stata comunicata ieri durante un tavolo tra i rappresentanti di Toscana Aeroporti e quelli di Filt-Cgil, Uiltrasporti-Uil e Ugl-Trasporti e riguarderà una decina di lavoratori impiegati all’aeroporto Galilei. Quest’ultimi, dall’1 gennaio prossimo, saranno ricollocati in altri settori, ma il provvedimento secondo i sindacati influirà molto sul «percorso di stabilizzazione del personale» e sulle nuove assunzioni promesse dalla società.

«Abbiamo respinto con la massima fermezza la decisione dell’azienda, contestando nel metodo e nel merito l’atteggiamento societario – criticano le sigle sindacali -. Nel metodo perché quello convocato da Toscana Aeroporti non è stato un tavolo di trattativa, ma solo un incontro per comunicarci una decisione assunta unilateralmente. Riteniamo che i sindacati hanno anche un ruolo di contrattazione che, con il provvedimento assunto, è stato palesemente violato».

Manovra che per i rappresentanti dei lavoratori non solo è «ingiusta», ma soprattutto «non necessaria» che oltre a «penalizzare i lavoratori coinvolti, mette a rischio il percorso di stabilizzazione del personale». Alla mobilitazione indetta dai sindacati fiorentini (informati della decisione la scorsa settimana), si aggiunge quella proclamata ieri dalle organizzazioni pisane.

«L’obiettivo è trasformare le due vertenze territoriali in una regionale, alzando così il livello di pressione e di mobilitazione», aggiungono Filt-Cgil, Uiltrasporti-Uil e Ugl-Trasporti temendo che il provvedimento segni l’inizio di un percorso di esternalizzazioni in vari settori che potrebbe anche mettere a rischio i livelli occupazionali. «Interpretiamo la decisione assunta da Toscana Aeroporti come un segnale preoccupante - concludono le organizzazioni sindacali - e cioè come l’avvio di un processo di ricorso a società ed aziende esterne che cercheremo di bloccare con tutti i mezzi a nostra disposizione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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