Truffa dell’assicurazione: un’altra anziana raggirata
La donna ha consegnato 3.000 euro dopo la telefonata di un “carabiniere”. «Suo figlio ha fatto un incidente e ha la polizza scaduta, servono subito i soldi»
PISA. "Pronto, siamo i carabinieri: suo figlio ha avuto un incidente in auto, ma era senza assicurazione. Servono 3.000 euro per evitare il sequestro, le mandiamo una persona a ritirare i soldi". La sceneggiatura del raggiro non cambia e spesso riserva un pessimo finale per i bersagli della truffa. È andata così anche martedì pomeriggio 17 novembre con una pensionata di 84 anni a cui sono stati sottratti con l’inganno 3.000 euro. Quando ha capito di essere stata presa in giro, rimettendoci una bella cifra per le sue tasche, ha chiamato i carabinieri. Non le è rimasto che raccontare la sua disavventura andando ad allungare l’elenco degli anziani presi di mira da chi non si fa scrupolo di approfittare della vulnerabilità di vittime spesso indifese.
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La donna, residente in via Bonanno Pisano, martedì pomeriggio è stata chiamata da una voce maschile che al telefono le ha spiegato il problema in cui era finito il figlio. Una tecnica che per quanto diffusa e risaputa riesce a ottenere una significativa percentuale di riuscita. Non servono gli appelli delle forze dell’ordine a diffidare da chi chiede soldi. Sentirsi dire che un familiare ha avuto un incidente e che per non aggravare la situazione è necessario versare dei soldi è una presa a tenaglia che fa il suo effetto. Lo ha imparato la pensionata che solo dopo aver sentito il figlio, all’oscuro di tutto, ha realizzato in quale ginepraio truffaldino era precipitata. A metà ottobre a un anziano in via Pratale i truffatori, organizzati e precisi nel dare risposte credibili, portarono via oro e gioielli. L’approccio avvenne in tre fasi: la telefonata di un sedicente assicuratore che informa sulla polizza scaduta del familiare; poi un presunto carabiniere dà la notizia, sempre al telefono, di un incidente in cui il figlio è rimasto coinvolto e che servono soldi per evitare il sequestro dell’auto; infine, arriva a casa l’”assicuratore” che prende il denaro e rassicura l’anziano di turno sul buon esito della pratica. Arriva tardi e a danno avvenuto la telefonata tra i familiari, fatta dopo i contatti di chi si presenta come carabiniere o assicuratore perché magari prima il genitore non vuole disturbare il figlio alle prese con l’incidente. Un elemento è comune alla sequela di truffe dalle quali gli anziani non sembrano liberarsi. Gli autori conoscono la loro condizione familiare, sanno se hanno figli e si preoccupano anche di cercare e trovare il numero di telefono per imbastire la messa in scena con raggiro finale.
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