La casa dei disabili è quasi pronta «Entro luglio finiremo i lavori»
La Fondazione Pisa ha investito sul centro della Carraia 16 milioni di euro, potrà ospitare 100 persone Il progetto prevede alloggi e spazi sportivi. Il presidente Pugelli: apertura a blocchi, la prima a ottobre
SAN GIULIANO TERME. Due anni di lavoro, un fondo di 16 milioni di euro e una media giornaliera di cinquanta presenze sul cantiere sono i numeri del progetto del Centro di accoglienza a carattere socio sanitario “Dopo di noi a Pisa” attualmente in costruzione in località Carraia.
Lo stato di avanzamento dei lavori dell’imponente struttura promossa dalla Fondazione Pisa con realizzazione e gestione a regime affidata alla “Fondazione Dopo Di Noi a Pisa Onlus” è stato oggetto di una conferenza stampa all’interno del cantiere nella mattinata di ieri. Presenti Claudio Pugelli e Francesco Gambini rispettivamente presidenti di Fondazione Pisa e “Fondazione Dopo di Noi Pisa Onlus” e il sindaco di San Giuliano, Sergio Di Maio. «Prevediamo di completare nel luglio 2016 – ha esordito nel suo intervento, Pugelli – quanto iniziato nell’estate 2014 procedendo poi ad una graduale inaugurazione dal mese di ottobre in vista di un completamento da realizzare nel giro di un anno». La struttura, concepita per dare una risposta reale al bisogno di aiuto di portatori di particolari disabilità sul territorio è destinata ad ospitare complessivamente 100 disabili, di cui 40 in regime residenziale secondo diverse modalità e 60 in regime diurno. «E una costruzione innovativa e di tipo modulare – ha poi precisato il presidente Gambini – progettata con materiali leggeri per consentire anche futuri cambiamenti strutturali in relazione alle diverse esigenze di ospitalità a cui andremo incontro e di cui ci faremo carico per l’aspetto gestionale di cui siamo affidatari».
Soddisfatto anche il sindaco Di Maio che ha sottolineato il grande lavoro di raccordo svolto tra amministrazione comunale e i tecnici della Fondazione. «Questo progetto – ha sottolineato il primo cittadino – è un passo importante per la ricaduta occupazionale sul territorio visto che non solo darà lavoro ad un centinaio di persone all’interno della struttura ma garantisce al contempo il potere occupazionale delle imprese presenti che in misura del 90% stazionano sul territorio. La rivalutazione poi di un’area sempre più orientata all'accoglienza di strutture legate alla ricerca come la costruzione del Polo Integrato “Scienza della Vita” del Sant’Anna sarà determinante ai fini di una ricaduta ad ampio spettro su tutto il Comune».
Suggestiva poi la visita guidata sul cantiere dell’ingegnere Stefano Carani che ha illustrato l’architettura di camere, alloggi famiglia, spazi sportivi, culturali e di intrattenimento in una imponente superficie interna caratterizzata da gigantesche chiostre a vetro che regoleranno la penetrazione della luce solare con un sistema di vele automatizzato.
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