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Pisa

Un coro di «no» da Palazzo Gambacorti

Un coro di «no» da Palazzo Gambacorti

Latrofa (Ncd): più contrasto ai venditori abusivi. Fichi (Pd): aumentare il prezzo degli alcolici

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PISA. La proposta-provocazione di Antonio Veronese, presidente della Confesercenti, per la chiusura notturna di piazza dei Cavalieri ha suscitato la reazione anche di alcuni consiglieri comunali. Tutti schierati per il no. «Sono contrario - dice Giovanni Garzella (Fi-Pdl) - alle chiusura delle piazze delle città. Sogno una città di turisti, cittadini e studenti aperta che possa essere vissuta senza che questo comprometta la vita di coloro che vi abitano. Se vogliamo riportare residenti in città bisogna dare un modello compatibile tra le varie esigenze. Degrado ed abusivismo dimostrano l’incapacità delle istituzioni di dare risposte concrete».

«Pur capendo lo spirito provocatorio della proposta - aggiunge Raffaele Latrofa (Ncd) - ritengo non sia la strada giusta. Arrendersi a chi non rispetta le regole sarebbe la sconfitta di un’intera città. Occorre invece contrastare duramente il fenomeno dei venditori abusivi di alcoolici, che agiscono sotto gli occhi di tutti ogni notte (reiterando per esempio la scaduta ordinanza prefettizia), e favorire l’organizzazione da parte di associazioni ed enti, tra cui il Comune, di eventi pubblici nei luoghi del degrado al fine di riaffermare la legalità contro l’inciviltà».

«Non è paragonabile - dice Simonetta Ghezzani (Sel) - piazza del Duomo con piazza dei Cavalieri, crocevia della mobilità urbana. Occorre fare una politica di governo partendo, ad esempio, da un dialogo più stretto con l’Università e attrezzando il centro storico di tutto quello che serve per gestire questo fenomeno, come la mancanza di servizi igienici. Che fine ha fatto, inoltre, quel progetto promosso da Comune e Società della Salute che si chiamava la notte di qualità?».

«La gestione della movida pisana - dichiara Veronica Fichi (Pd) - è cosa da trattare su vari fronti, evitando misure drastiche come la chiusura di vicoli o piazze. Io stessa frequento queste piazze ed ho ben presenti le modalità con cui i ragazzi vengono attirati, per cui non sarebbero da escludere altre misure come l’aumento sistematico dei prezzi o l’introduzione di un prezzo minimo, il divieto di offerte promozionali per gli alcolici o di pubblicità per le bevande alcoliche, perché il consumo dovrebbe essere limitato garantendo la sostenibilità economica all’esercente. Non è il caso di creare barriere, né generazionali, né tanto meno fisiche. E’ davvero impossibile mettere ad un tavolo i rappresentanti di queste realtà proponendo iniziative comuni?».

«Sono contraria alla chiusura delle piazze - dice Valeria Antoni (M5S) - e di qualsiasi altro luogo pubblico. Sono favorevole invece al rispetto delle regole per la convivenza civile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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