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Pisa

abuso edilizio: impugnata l’ordinanza di rimozione

Piscina dietro San Zeno la proprietà ricorre al Tar

Piscina dietro San Zeno la proprietà ricorre al Tar

PISA. Una difesa a oltranza della piscina realizzata tra la chiesa di San Zeno e il camminamento ancora chiuso al pubblico. La destinataria dell’ordinanza di rimozione, Barbara Bedini, 61 anni, di...

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PISA. Una difesa a oltranza della piscina realizzata tra la chiesa di San Zeno e il camminamento ancora chiuso al pubblico.

La destinataria dell’ordinanza di rimozione, Barbara Bedini, 61 anni, di Pisa, ha impugnato il provvedimento adottato il 21 settembre scorso dalla direzione edilizia privata . E lo ha fatto ricorrendo al Tar che, entro la fine del mese, si pronuncerà sulla sospensiva dell’atto emesso da Palazzo Gambacorti con cui viene imposto alla proprietaria di smantellare il manufatto considerato abusivo.

Bedini non molla e difende la legittimità di una costruzione ricavata sul retro della storica chiesa e a ridosso delle mura. Davanti al Tar della Toscana il Comune viene citato per l'annullamento dell’ordinanza «di rimozione di una piscina realizzata nel giardino di un'abitazione privata posta tra le mura storiche della città e l'abbazia di San Zeno, nel centro storico pisano sottoposto a vincolo paesaggistico, nonché di ogni altro atto ancorché sconosciuto e/o consequenziale» si legge nel ricorso. Il Comune resiste in giudizio e si affida all’avvocatura interna con i legali Gloria Lazzeri e Giuseppina Gigliotti. Scoperto per caso a giugno durante un sopralluogo sul camminamento nell'ambito dei progetti Piuss, l'abuso edilizio, sotto sequestro da mesi, ha già un fronte aperto con una denuncia alla Procura. Dopo la diffida e l’ordinanza si arriva ora al Tar per quello sbancamento di terreno di 4 metri per 10 rimasto nascosto chissà per quanto tempo. La destinataria dell’ordinanza, adesso impugnata al Tar, stando a quanto ricostruito dagli uffici di Palazzo Gambacorti, è proprietaria del terreno confinante con la chiesa e poteva accedere alla piscina grazie ad un passaggio esclusivo. Non era la sola. A vedere le foto postate su Facebook anche dai parenti, lo specchio d'acqua era frequentato dai familiari, grandi e piccini, con tanto di canotti, materassini e ombrelloni a bordo piscina. Relax esclusivo, incastonato tra due simboli dell’architettura storica pisana, ma per il Comune fuorilegge.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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