Il presidio
Ladri di notte nell’autofficina rubate tre macchine dei clienti
La banda è fuggita con una Tiguan, una Rav 4 e una Punto Evo oltre ad apparecchiature dell’azienda Entrati dalla finestra del bagno di una ditta confinante. Altro colpo in un capannone nella stessa via
SAN GIULIANO TERME. Erano in tanti e organizzati. Un blitz studiato e concluso con tecnica da professionisti quello che ha messo al centro del mirino di una banda di ladri l’officina Multiservice di via Lenin a San Martino Ulmiano. Il conto del raid è di decine di migliaia di euro. E non comprende solo i beni di proprietà dell’azienda, intestata ai soci Leonello de Paolis e Maurizio Lannotti, ma anche e soprattutto quelli dei clienti. I ladri hanno rubato tre auto presenti nel capannone: una Tiguan Volkswagen, una Toyota Rav 4 e una Punto Evo. Macchine lasciate in consegna all’officina per alcune riparazioni. Nella refurtiva sono finite anche diverse attrezzature per la diagnostica di motori e impianti. Apparecchiature costose utilizzate per le analisi sulla funzionalità dei mezzi in modo da individuare, grazie alla tecnologia, cosa non va nelle auto.
Per quello che è stato possibile ricostruire da polizia e carabinieri, la banda si è mossa nella notte tra giovedì e venerdì entrando dalla finestra del bagno di un’attività attigua. Dopo aver aperto una serie di porte interne i ladri si sono trovati nell’ampio capannone della Multiservice. E qui hanno avuto tutto il tempo per occuparsi delle macchine da rubare e del materiale, ottimo per la ricettazione, da far sparire. L’officina si trova in un’area isolata e buia. Un contesto ideale per i ladri che con relativa calma e con ruoli definiti hanno saccheggiato la Multiservice. Tra le auto a disposizione sono state scelte quelle messe meglio. Hanno trovato le chiavi nell’ufficio e sono spariti al volante di Tiguan, Rav 4 e Punto. Il guaio dall’officina è stato così esteso ai clienti che si ritrovano senza macchina. E già da ieri i titolari dell’attività si sono mossi con le assicurazioni per sistemare almeno quel fronte a tutela degli automobilisti derubati. Un danno collaterale a cui va aggiunto quello del materiale per la diagnostica volatilizzato. Quando hanno carico la refurtiva nelle auto rubate si sono fatto strada aprendo il portone e poi il cancello per dileguarsi. Nella stessa strada i ladri, non è escluso che siano gli stessi, hanno colpito anche in una ditta che si occupa di rifornimenti per distributori automatici.
È plausibile che per le modalità di esecuzione del furto multiplo, la gang abbia studiato per giorni gli spazi interni dell’officina. Una ricognizione per capire cosa potevano rubare e come portarlo fuori dalla proprietà.
Agli inquirenti è stato riferito di persone che in passato si sono presentate nel capannone chiedendo informazioni, con un atteggiamento più da pretesto per guardarsi intorno che con la reale volontà di ottenere risposte.
Pietro Barghigiani
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