Italia
Panificio in crisi, mercoledì presidio in prefettura
PISA. Dopo aver denunciato i «soprusi» subiti, gli ex dipendenti del Panificio Bolognese scendono in piazza. Mercoledì prossimo, alle 15.30, si riuniranno in presidio davanti alla sede della...
PISA. Dopo aver denunciato i «soprusi» subiti, gli ex dipendenti del Panificio Bolognese scendono in piazza.
Mercoledì prossimo, alle 15.30, si riuniranno in presidio davanti alla sede della prefettura di Pisa. L’obiettivo è denunciare ancora una volta le condizioni a cui erano sottoposti e rivendicare gli stipendi e i pagamenti che da anni attendono di ricevere.
«Una storia di ordinario sfruttamento e di illegalità – accusano i Cobas -: contributi previdenziali, stipendi e tfr non pagati, condizioni di vita e di lavoro disumane, orari selvaggi. La società ha cambiato più volte denominazione, soci e titolari per sfuggire ai creditori e non pagare i dipendenti. Da anni inoltre non paga l’affitto del capannone di Ospedaletto (dove ha sede la produzione, ndr)».
Gli ex dipendenti hanno già presentato una serie di esposti alla Guardia di Finanza e all’ispettorato del lavoro e si dicono pronti a ricorrere anche alla Procura della Repubblica.
«Dov’è la giustizia? È questa la legalità di cui parlano prefetto e sindaco che si sono rifiutati di incontrare i lavoratori e di prendere posizione?», si chiede il sindacato di base.
Accanto agli ex dipendenti del Panificio Bolognese si schiera anche la Cgil, che mercoledì scorso ha tenuto un incontro alla Provincia con i rappresentanti del Comune e dell’ente di piazza Vittorio.
«È stato rappresentato alle istituzioni le continue vessazioni a cui sono sottoposti i dipendenti del panificio e successivamente a quali condizioni devono sottostare per vedersi riconosciuti i loro diritti in termini di retribuzioni e tfr non percepiti - sottolinea in una nota la Flai-Cgil -. Nonostante le continue denunce a tutti gli organismi preposti al controllo delle condizioni di lavoro e alle sanzioni per irregolarità, l'azienda continua a sfuggire alle proprie responsabilità. Inoltre, il colpevole comportamento dei proprietari e dei consulenti che di volta in volta si susseguono, impedisce con la trasformazione dell'azienda, e da ultimo con la richiesta di concordato in bianco, la possibilità di poter vedere riconosciuti i loro diritti a quasi tutti gli ex dipendenti» che, insieme ai sindacati, rivendicano il sostegno delle istituzioni.
Dopo i Cobas, anche la Cgil ha chiesto a Provincia e Comune «di farsi parte attiva nei confronti del panificio affinché siano ripristinati i corretti rapporti con i dipendenti creditori».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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