Il presidio
«Basta ingerenze» Anche i renziani contro il prefetto
PISA. «La sicurezza a Pisa e nell'area pisana è una priorità che non deve essere trascurata e che richiede la leale collaborazione di tutte le istituzioni». Missile numero uno. «È evidente che ci sia...
PISA. «La sicurezza a Pisa e nell'area pisana è una priorità che non deve essere trascurata e che richiede la leale collaborazione di tutte le istituzioni». Missile numero uno. «È evidente che ci sia insufficienza» di poliziotti. E siccome spetta ai corpi «nazionali» garantire l’ordine pubblico, «coordinarli in modo efficiente ed efficace spetta al prefetto». Missile numero due. È partita la controffensiva. Il Pd cittadino fa quadrato e si stringe intorno al sindaco Marco Filippeschi. Il messaggio - firmato dai segretari della maggioranza in consiglio comunale Giovanni Viale (Pd), Nico Palla (Riformisti) e Giuseppe Ventura (In lista per Pisa) - è diretto a Attilio Visconti. Dem e liste di appoggio alla giunta Filippeschi si muovono in punta di penna su un politichese che tenta di dissimulare l’irritazione per le ultime uscite del prefetto e il nuovo no del ministro Angelino Alfano alla richiesta di rinforzi per le forze dell’ordine pisane, ma non risparmia stoccate. Proprio due giorni fa il titolare del Viminale ha comunicato che in tutta Italia verranno assunto 640 giovani agenti. Un elenco che comprende molte città, fra cui Lucca e Prato, ma non Pisa. «Scandaloso», ha sbottato il sindaco. Ma nel mirino di Viale e colleghi c’è soprattutto Visconti. «Tre o quattro poliziotti in più non servono. Dobbiamo ragionare in una logica metropolitana - aveva detto il prefetto - sarebbe opportuno dare il via al processo per far nascere il Comune unico e ad un coordinamento dei comandi delle Municipali, alleggerirebbe così di compiti la polizia di Stato».
Il M5s era arrivato a parlare di «città commissariata» e di un sindaco «assoggettato al prefetto». Troppi affondi, troppi pungoli. Quasi un accerchiamento. Così, dopo la sveglia dati ai sindaci dal renziano Antonio Mazzeo, consigliere e vicesegretario regionale, adesso anche la maggioranza fa quadrato. E se pure i Dem pisani hanno appena cambiato verso ed eletto una leader renziano, partono in soccorso del sindaco. Con Palla e Ventura, Viale è esplicito: resta al tuo posto, niente invasioni di campo, è il messaggio. Sui «processi di aggregazione sulla fornitura di servizi» la maggioranza rivendica «l’autonomia riconosciuta ai Comuni dalla Costituzione». E avverte: le amministrazioni pisane «ne hanno anticipato l’avvio da anni» e «la gestione associata può produrre efficienze », ma non potrà «colmare la mancanza dei corpi di polizia nazionali». Dunque «ciascuno faccia per la propria parte». Ma le truppe renziane vanno anche all’attacco di Alfano. Il deputato pisano Federico Gelli ci scherza ma non troppo: «Porterò una cartolina di Pisa al ministro Alfano così forse, guardando bene la torre pendente, si ricorderà della città e della sicurezza che dobbiamo garantire sia ai cittadini che alle migliaia di turisti che ogni giorno la invadono».
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