Il Tirreno

Pisa

Bisturi dell’ospedale usati a scopi privati medico condannato

Chirurgo prende due anni per peculato. Azione disciplinare La difesa: solo una custodia per proteggerli da possibili furti

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PISA. Una condanna a due anni per peculato con la sospensione della pena. È la sentenza inflitta ieri mattina dal gup, Giulio Cesare Cipolletta a un medico chirurgo, in servizio a Cisanello, rinviato a giudizio dalla Procura con l’accusa di essersi appropriato di materiale di proprietà dell’azienda ospedaliera.

Il chirurgo era finito nei guai «perché quale dipendente dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana si appropriava di materiale chirurgico di proprietà dell'Aoup, del valore commerciale di 15.551,50 euro del quale aveva il possesso in ragione del proprio ufficio».

L’imputato, 48 anni, residente a Pisa, difeso dall’avvocato Francesco Virgone, ha scelto il rito abbreviato - giudizio sugli atti, sconto di un terzo in caso di condanna e possibilità di fare appello - dopo la richiesta di processarlo avanzata dal sostituto procuratore Giovanni Porpora che nella sua requisitoria ieri ha chiesto la pena poi accolta dal giudice.

Il gup ha disposto anche una provvisionale a favore della parte civile, l’ospedale, che si è costituito con l’avvocato Carla Fiaschi.

La contestazione al chirurgo era riferita all’uso, secondo l’accusa irregolare, che il professionista aveva fatto di bisturi, aghi e altri oggetti sanitari di proprietà dell’ospedale. Nell’esposizione delle sue argomentazioni difensive il medico ha spiegato al giudice che non di possesso illecito doveva trattarsi per quel materiale, ma di una custodia temporanea.

Motivo? Non si fidava a lasciare gli oggetti in ospedale ritenendoli esposti a possibili furti. E così se li era portati a casa. Una preoccupazione che, a suo dire, aveva anche segnalato con atti formali all’azienda ospedaliera.

La storia risale a circa un anno fa quando dal camice spedito in una lavanderia industriale di Ponsacco saltò fuori una chiavetta Usb contenente video e foto di una coppia in momenti intimi. I carabinieri avviarono le indagini e risalirono ai protagonisti delle immagini.

Niente da dire, a livello giudiziario, su quello che veniva riprodotto su foto e filmati in incontri in ospedale e in un camper, anche a in una zona di Collesalvetti.

Quello che finì sotto la lente della Procura furono i timbri sui bisturi che certificavano con evidenza solare la proprietà dell’Azienda ospedaliera. Di qui l’accusa di peculato mossa solo al medico chirurgo e non alla sua partner, anche lei dipendente di Cisanello. Con la sentenza di condanna per il medico si avvia ora il procedimento disciplinare.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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