Il Tirreno

Pisa

L’INCHIESTA DELLA DDA DI FIRENZE

Bulgarella e i cantieri pubblici «Mai vinto appalti comunali»

Bulgarella e i cantieri pubblici «Mai vinto appalti comunali»

PISA. «Da anni non partecipo a gare pubbliche. Non ho mai preso parte a bandi del Comune. I controlli? Sono 40 anni che mi controllano e ne sono sempre uscito pulito». Andrea Bulgarella, 69 anni,...

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PISA. «Da anni non partecipo a gare pubbliche. Non ho mai preso parte a bandi del Comune. I controlli? Sono 40 anni che mi controllano e ne sono sempre uscito pulito».

Andrea Bulgarella, 69 anni, trapanese, dagli anni Novanta pisano di adozione, è indagato dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze per impiego di denaro di provenienza illecita in concorso, associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all'appropriazione indebita con l'aggravante mafiosa per tutti i reati. Il Tribunale del riesame ha bocciato i profili sostenuti dalla Dda circa le accuse di essere un prestanome del boss Matteo Messina Denaro e di aver usufruito di trattamenti di favore da parte di Unicredit per ristrutturare il debito che ammonta a 60 milioni di euro. La Procura ha annunciato ricorso in Cassazione. Nell’ambito dell’inchiesta i carabinieri del Ros hanno chiesto copia di atti riguardanti i rapporti, a livello di licenze edilizie e passaggi urbanistici, tra l’imprenditore e Palazzo Gambacorti.

«La mia preoccupazione è che tenendo sempre sotto controllo me alla fine non controllano realmente dove dovrebbero – esordisce Bulgarella –. Per quanto riguarda il Comune di Pisa non ho mai partecipato a gare pubbliche. Ad altri bandi ho preso parte, ma non ho mai vinto. Non faccio parte di cricche». Il costruttore nel sottolineare di non aver mai ottenuto appalti dal Comune (nel 2009 partecipò ma fu escluso per un lotto viario stazione-Cisanello, ndr) ricorda che le colonie di Calambrone le acquistò a un’asta pubblica.

«Ho vinto l’asta e poi ho fatto il mio lavoro di costruttore – prosegue –. Da diversi anni, pur avendone la possibilità, non partecipo a gare d’appalto. Tutte le volte che ho partecipato sono stato escluso, anche quando le avevo vinte. Non voglio dire di più. Spero che mi chiami qualche procuratore e che inizi un filone giusto e serio per far cambiare le cose in un paese civile. Io gli dico tutto». Respinge l’immagine di imprenditore che ha ottenuto i favori della politica per poter lavorare. E alla fine il riferimento alle due Torri resta una spina dolorosa da rimuovere. Conclude: «Per cultura costruisco solo su terreni edificabili, con destinazioni urbanistiche e cubature definite. Voglio ricordare quello che ha detto l’ex sindaco Fontanelli, una persona seria e competente, sulle due Torri. Non solo mi ha dato atto che ho sempre costruito in modo corretto. Ha aggiunto che ho comprato l’area quando era già edificabile e che in seguito il Comune ha ridotto la volumetria consentita del 30 per cento. Ci ho rimesso dei soldi, ma non mi sono opposto. Un fatto mai successo prima a Pisa».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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