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Tari, la stangata arriverà con i costi del porta a porta
PISA. Per i pisani anche il 2016 porterà un aumento della Tari, la tariffa comunale sui rifiuti. La giunta comunale entro la fine dell’anno provvederà ad un ritocco ulteriore delle aliquote, come già...
PISA. Per i pisani anche il 2016 porterà un aumento della Tari, la tariffa comunale sui rifiuti. La giunta comunale entro la fine dell’anno provvederà ad un ritocco ulteriore delle aliquote, come già avvenuto nel dicembre 2014. Dovrebbe essere comunque l’ultimo sacrificio visto che dal 2017 la tariffa si stabilizzerà per poi iniziare lentamente a calare (almeno nelle intenzioni dall’amministrazione comunale). Ma come mai questi ultimi aumenti? Dipende semplicemente da come funziona la Tari: ogni spesa nel campo dei rifiuti deve infatti essere coperta al 100% dall’introito della tassa. Insomma, se il Comune spende anche un solo euro in più per un cassonetto, estremizzando l’esempio, questo euro deve rientrare dai cittadini attraverso la Tari. Gli investimenti in fatto di raccolta porta a porta e per il progetto dei cassonetti interrati sono andati perciò tutti nella bolletta.
Gli aumenti delle tariffe 2015 sono il risultato dell’allargamento del porta a porta prima a Ospedaletto poi a Riglione, Putignano, Oratoio, Sant’Ermete e Coltano e nei prossimi giorni a Cisanello, Pisanova, Piagge, San Michele, Pratale e Don Bosco. E del milione circa di spesa del Comune per il progetto dei cassonetti interrati nel centro storico (costo complessivo di 2 milioni e mezzo di euro, con la compartecipazione della Regione).
Nel 2016 invece ci sarà da coprire il completamento della raccolta porta a porta nei quartieri ancora scoperti: Porta a Lucca, San Marco e San Giusto. A queste spese straordinarie se ne aggiungono poi altre che contribuiscono a far lievitare la tassa, frutto di criticità del territorio pisano. Anzitutto i costi per lo smaltimento della reale produzione di rifiuti di una città che conta 90.000 residenti, ma ha il doppio di presenze. In pratica ogni pisano è come se pagasse per due, coprendo ad esempio i costi degli studenti universitari, dei passeggeri di aeroporto e stazione, dei pazienti ospedalieri. Poi il fenomeno della “migrazione dei rifiuti” e cioè il sempre più frequente viaggio a Pisa di residenti di comuni limitrofi per gettare il loro sacchetto nei cassonetti che in città sono ancora presenti. E infine la scelta, necessaria ma anche costosa, di realizzare quattro centri di raccolta per tutte le categorie della differenziata. Ma, fanno sapere da Palazzo Gambacorti, le cose cambieranno a partire dal 2017. Il porta a porta farà aumentare la raccolta differenziata e, di conseguenza, calare la produzione di rifiuto indifferenziato il cui costo di smaltimento è alto. E allora, speriamo, le bollette saranno più leggere.
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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